OLTRE LA NOTTE

- Marzo 26, 2018

Il regista turco-tedesco Fatih Akin (La sposa turca) è tornato con un nuovo lungometraggio intitolato Aus dem Nichts, per gli americani In the fade. Premiato come miglior film straniero agli ultimi Golden Globes, Oltre la notte racconta la drammatica vicenda personale affrontata da Katja Sekerci in seguito alla perdita del marito Nuri e del figlio Rocco, rimasti vittime in un’esplosione avvenuta nel quartiere turco di Amburgo, causata da militanti del movimento neo-nazista (NSU). Impersonata con intensità da una splendida Diane Kruger (premiata a Cannes con la miglior interpretazione femminile), Katja si ritrova improvvisamente catapultata in un tragico vortice che travolge la sua vita e la obbliga a fare i conti con se stessa, con chi vive attorno a lei attraverso il tortuoso percorso della ricerca di giustizia.

Didascalicamente diviso in tre parti, il film di Akin scava e ritrae realisticamente ma con crudezza i sentimenti, la personalità e il cambiamento interiore della protagonista, coinvolgendo fin dalle prime scene lo spettatore in un crescendo emotivo, favorito dallo sfruttamento della suspense da thriller. Infatti, al regista sembra che non interessi stimolare una riflessione sulla portata o sul significato storico e sociologico del ritorno di movimenti nazi-fascisti in vari paesi d’Europa, sebbene vi sia qualche riferimento sopradico nel film (ad esempio citando il partito greco Alba dorata), piuttosto sembra che le tematiche poste al cuore del film riguardino situazioni come il dramma psicologico familiare o il concetto di giustizia, sia nella sua accezione sociale che personale.

E’ un film tedesco ambizioso, diretto e scritto da un regista che mira alle produzioni hollywoodiane. Nonostante la diffidenza di molti critici, noi pensiamo che complessivamente funzioni, in particolare grazie alla commistione di due ingredienti efficaci: una buona anche se lineare sceneggiatura, che strizza l’occhio al mondo del thriller, e un’interpretazione notevole di Diane Kruger. Il volto dell’attrice tedesca, amata oltreoceano e per la prima volta trovatasi a recitare nella lingua madre, si imprime in chi guarda: la Kruger in maniera posata e senza rischiare di apparire sopra le righe ci restituisce una donna, una moglie e una madre forte, indipendente e decisa, che improvvisamente però deve fare i conti con la propria immensa fragilità, con la perdita di ogni punto di riferimento, delle proprie sicurezze e degli affetti che abitavano la sua vita, rimanendo così svuotata di ogni linfa vitale. Da questo annientamento inatteso e dalla voragine che fa toccare il fondo, questa donna trova un appiglio per resistere e provare a combattere per raggiungere ad ogni costo il proprio obiettivo. Nonostante la lotta interiore, per lei sarà necessario andare fino in fondo. Senza spoilerare nulla, il dispiegamento della vicenda ci provoca e ci interroga, facendo sicuramente discutere gli spettatori fuori dalle sale, senza però inoltrarsi nella riflessione di stampo politico-sociale ma rimanendo sul piano etico personale. E già riuscire a fare bene ciò non è poco.

Merita la visione.


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background