“RICORDI?”, UN FILM DI VALERIO MIELI

- Marzo 23, 2019

Un viaggio dentro se stessi, attraverso i tempi dell’amore

Ricordi? è una pellicola che sembra giocare a carte scoperte fin dall’inizio: la proposta è quella addentrarci in quel groviglio intrecciato che è la nostra memoria, quel luogo che ci permette di scrivere la nostra storia, così come noi l’abbiamo percepita e vissuta. È “semplicemente” questa l’ambizione che muove la nuova fatica di Valerio Mieli, tornato dopo quasi dieci anni dalla sua acclamata opera prima, Dieci inverni, e in concorso nella sezione Giornate degli Autori alla scorsa Mostra di Venezia, dove ha vinto il Premio del pubblico.

L’intento che qualifica il respiro di “Ricordi?” è rischioso e complesso, e Mieli lo persegue con convinzione e coraggio, dando vita a un film sperimentale (per il cinema nostrano) ma intessuto in modo accurato e creativo.

La storia è semplice e dal tono quasi universale: è il racconto di un amore che attraversa due esistenze senza nome, nonché della vita di un ragazzo (Luca Marinelli) introspettivo, enigmatico, cupo e continuamente tormentato dai fantasmi del proprio passato, dal momento in cui incontra la scintilla che ha sempre cercato in una ragazza (Linda Caridi) semplice e affascinante, raggiante e leggera, che vive negli attimi e ne trae fuori sempre il bello e il meglio.

Il film è una finestra aperta su queste due esistenze, o meglio sulla percezione che di esse i protagonisti stessi hanno avuto. Gli avvenimenti scorrono con fluidità ma sono filtrati dal modo con cui “lui” e “lei” li hanno vissuti o memorizzati. Così la narrazione procede in modo frammentato e rapsodico, ma non scollegato, cucendo e ricucendo i pezzetti, ovvero quei ricordi a cui ci attacchiamo e nei quali inseguiamo delle risposte, che in realtà sono semplicemente sensazioni, immagini, rumori, profumi.

Tutto quindi è impregnato di riflessione esistenziale e tutto è rivestivo di una potente estetica (impossibile non pensare durante la visione a Terrence Malick), cosicchè fondamentali per tutta la narrazione diventano il montaggio, il movimento delle inquadrature, la fotografia – con un calibrato gioco di saturazioni e sfocature – e i suoni, talvolta più simili a delle eco; ma Mieli prova perfino ad andare oltre le barriere del mezzo audio-visivo, in quanto i ricordi sono costituiti anche da tocchi, abbracci, luoghi, corpi insieme a odori e profumi: così nasce la scena più bella e intensa di tutto il film, nella quale Luca Marinelli si trova al centro di una profumeria alla ricerca di quella specifica e devastante fragranza, che era di “lei”, attraverso la quale scorge l’unico modo per rivivere quell’amore smarrito.

La ricerca ostinata di se stessi e dell’altro, che accompagna costantemente i protagonisti, si rivela, in fondo, un percorso volto ad accettare che l’amore ha i suoi tempi e che ogni vita oscilla tra il passato e il futuro pur vivendo nel suo eterno presente.

Un applauso allo slancio temerario verso cui tende “Ricordi?” e al lavoro fatto dal suo creatore, nonché sceneggiatore, di cui affiora una interessante poetica, a suo modo visionaria. Ovviamente un’opera come questa deve gran parte della sua bellezza e della sua riuscita ai protagonisti e all’alchimia che scorre tra di loro: se Luca Marinelli in pochi anni è diventato uno dei nuovi e talentuosi volti del cinema italiano e si pone ormai come una garanzia, riaffermata anche in questo caso, la vera sorpresa è l’astro nascente di questo film, la bellissima e limpida Linda Caridi, che qui a tratti richiama la favolosa Amélie di Audrey Tautou. Un piccolo rammarico, invece, per come rischia di perdersi nel flusso narrativo il personaggio di Camilla Diana, il cui carisma però riesce a catturarti anche solo per qualche istante.

Vale la pena, dunque, inoltrarsi nella ricordi di questa storia, senza il rischio che “la poesia diventi pappa”, come teme continuamente il malinconico Marinelli, ma sicuri che il viaggio nella prosaicità poetica di questo amore rimarrà impresso come un ricordo emozionante.

Ricordi? lo trovate in sala al Postmodernissimo

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