Record Store Day a Perugia

- aprile 22, 2018

Perugia, 21 aprile 2018. Come in ogni luogo del mondo anche qui, oggi, si celebra il Record Store Day. Dal 2008, il terzo sabato d’aprile, tutto ciò che è musica registrata su vinile viene festeggiato. Con esso anche i numerosi e indipendenti negozi di dischi, che sono sopravvissuti al tracollo subito dal mercato discografico mondiale nell’ultimo decennio. Lo stesso mercato che, oggi, si ritrova “vittima” inconsapevole di quello che si può definire a tutti gli effetti un vero e proprio revival del disco fisico nel suo supporto in vinile.

Sembra infatti quasi paradossale parlare di questo ritorno: siamo nell’era dello streaming digitale, cioè dell’infinita fruizione e dell’infinita possibilità di esplorazione musicale. Era che ha saputo porre, da inizio duemila, una pesantissima croce sul mercato discografico storicamente inteso, reinventandone le regole e le dinamiche e andando a colpire, in primis, il prodotto disco (quello fisico, che compri nell’apposito negozio). Eppure i dati Ansa parlano chiaro: tra il 2016 e il 2017 è stato registrato un aumento dei ricavi provenienti dalla vendita di vinili, in Italia, pari al 46 per cento (corrispondente al 10 per cento del mercato nazionale); per una quota di valore di 13,4 milioni di euro. Numeri esorbitanti se si pensa che rispetto al 2012 (identificato da molte riviste specializzate come l’anno della rinascita del vinile) il balzo in avanti è stato del 579 per cento. I dati Ipsos svelano, inoltre, che già nel primo quarto del 2018 il trend di crescita ha segnato un bel +31,8 per cento.

Una parentesi dati che farebbe quasi dubitare sul senso della celebrazione in sé e sulla necessità di “proteggere” i numerosissimi negozi che aderiscono all’iniziativa del Record Store Day approfittando di una giornata a loro dedicata.

Se si parla però di dischi, si parla anche di collezione e quindi di amanti del genere disposti a sborsare buoni “danari” per accaparrarsi il pezzo unico. Allora quale miglior occasione, per venditore e acquirente, se non un’apposita festa che abbia come fine quello di far girare ulteriormente il mercato musicale.

Il Record Store Day, infatti, non si caratterizza solo per la celebrazione in sé del disco e di chi lo vende, ma anche e soprattutto per la stampa di edizioni limitate e compilation, brani inediti e nuove uscite che ogni anno fanno gola agli agguerriti “audiofili” di oggi.

Quest’anno la festa dei negozi di dischi, ormai alla sua undicesima edizione, ha piazzato sul mercato molte ristampe appetibili, come le due versioni inedite dei brani “Rock and Roll” e “Friends” dei Led Zeppelin (per il cinquantesimo anniversario della band). Oppure i quattro vinili dedicati a David Bowie: “Welcome To The Black Out” (registrazioni risalenti ai concerti londinesi del 1978, in cui Bowie promuoveva gli album “Low” e “Heroes“); “Bowie Now“; la versione demo di “Let’s Dance”; infine la ristampa del suo album di debutto “David Bowie” del 1967 (un lato in mono e l’altro in stereo). Da segnalare anche l’album live “Dylan & The Dead” dal live del 1989 del menestrello di Duluth assieme ai Grateful Dead. Ma anche la ristampa del primo disco di Frank ZappaLumpy Gravy/Primordial” (1968); la compilation “Mixed Up” dei Cure contente diverse tracce remixate; i due nuovi singoli inediti di Brian Eno e sempre fra gli inediti, i due nuovi brani del compositore giapponese Ryuichi Sakamoto (autore della colonna sonora del film “The Revenant”).

Fra gli italiani vi proponiamo Antonello Venditti che ripubblica “Sotto Il Segno dei Pesci” per il quarantennale dalla sua uscita. Nuova ristampa anche per Fabrizio De André con “Carlo Martello e altre storie” e “Tracks” di Pino Daniele, che include 16 brani contenuti nel cofanetto “Quando“.

Ma non solo dischi, perché è ormai tradizione che ogni store organizzi la propria festa proponendo iniziative. Una su tutte, ovviamente: il concerto negli spazi del locale. Così Perugia, per onorare la sua orgogliosa tradizione musicale, non è venuta meno alla chiamata. I negozi di dischi T-Trane Record Store e Musica Musica si sono mossi negli scorsi giorni per organizzare una rassegna musicale che ha coinvolto artisti umbri e non soltanto.

Dalle ore 16, fra gli infiniti scaffali di dischi di Musica Musica, si è esibito Daniele Rotella con il suo progetto solista Boda: brani dal suo ultimo ep, “A Night With Old Friends In A Rehearsal Room” (La Sete Dischi, 2017), cover e vecchi brani ad omaggiare le passate formazioni del cantante, in attesa del suo nuovo disco.

Sempre efficace invece il folk intimo e ispirato alle “murder ballads” di Fuzzo Raimi (Marco Polito, già fondatore dei Volvedo) che si è esibito con brani tratti dall’album autoprodotto “Songs of Mercy and Defeat“: una perla di disco (chitarra a dodici corde – voce cupa) che dal vivo non perde efficacia, anzi ne guadagna.

In chiusura del pomeriggio, un sempre più sorprendete ed energico JM (chitarra, loop, voce) tornato ad esibirsi in questo breve concerto dopo la pausa necessaria per le registrazioni del suo primo album (in uscita questo 2018 per l’etichetta perugina JAP Records). JM non delude, neanche in un live di 30 minuti scarsi: brani dal suo primo ep “Born on Five” (ancora JAP Records), attitudine R&B fuori dal comune e una sempre crescente sicurezza davanti al microfono. Possiamo solo aspettare la sua nuova uscita e sperare di rivederlo presto in giro per i festival del paese.

A concludere l’iniziativa, che per Musica Musica ha avuto anche un buon riscontro di visitatori fra ascoltatori e clienti, la festa si è poi spostata al T-Trane per il live dei veneziani Warias e i dj set di serata.

Perugia si riconferma città di musica: sempre al passo con le iniziative del mercato e capace ogni volta di rigirarle su se stessa per dare ossigeno alla musica del proprio territorio.

Nonostante ciò però il Record Store Day riesce a dividere gli ascoltatori e una buona parte di questi ha deciso di prendere le distanze dalla giornata di festa. Sono in molti, infatti, ad essere convinti che i dischi debbano essere comprati tutto l’anno; che le quattro ristampe di David Bowie, per dirne uno, vengano prodotte solo per piazzare sul mercato materiale “appetibile” a prezzi esorbitanti; e che nel complesso la giornata abbia come fine la mera vendita – attraverso nuove ristampe, nuove copertine, nuove collaborazioni, infinite edizioni limitate – andando ad intaccare il senso del “fare musica” in sé. Probabilmente queste sono tutte verità sacrosante. Ma per non farvi mancare nulla il prossimo anno, il terzo sabato di aprile, provate a farvi un giro per il negozio di dischi della vostra città: ci troverete gente intenta a comprare musica e, se vi va bene, anche un concerto. Atmosfere e situazioni, queste, che difficilmente vi danneggeranno, tutt’altro. Poi certo la “polemica” si può fare sempre, ovunque e in ogni modo: basta non farsi andare bene niente.


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