Arte come Ponte d’Incontro

- giugno 25, 2018

Il “Made in Italy” è apprezzato in tutto il mondo. L’Italia gode di un certo prestigio dovuto all’ottimo know-how di cui è depositaria. Dalla moda alla cucina passando per le macchine di lusso e per l’arte, il Paese conquista i cuori anche fuori dal proprio territorio. Sono probabilmente questi atout che stimolano e spingono tante persone a visitare le venti regioni italiane, tra cui la nostra, l’Umbria.

 

L’immigrazione……genera dibattiti

 

L’Umbria è conosciuta in tutto il mondo anche per la sua promozione della cultura e della lingua italiana tramite l’Università per Stranieri di Perugia. È rinomata anche per l’arte e soprattutto per la sua lavorazione della ceramica.

In un periodo in cui l’immigrazione assume una rilevanza nazionale e genera dibattiti all’interno della cittadinanza, due artiste italiane, residenti in Umbria, hanno voluto raccontare la loro percezione della parola “integrazione”, di cui si parla molto.

 

La conoscenza reciproca… la stima nei confronti dell’altro

 

Per loro, non si tratta di un racconto solo verbale ma è invece l’applicazione pratica di ciò che dovrebbe essere percepito con la parola “integrazione”.

Valeria Vestrelli e Claudia Andreani, due artiste, due giovani artigiane, hanno cercato di condividere il loro saper fare con la cittadinanza attraverso un workshop promosso da un’associazione molto attiva sul territorio di Ponte Felcino, l’associazione “Il Ponte d’Incontro 3.0”. L’esperienza di questo laboratorio ha permesso di imparare a “FARE” e a “DARE” rivelando in ciascuno dei partecipanti delle doti nascoste e delle predisposizioni all’arte. Ma il workshop non si è solo limitato a svelare la bravura dei partecipanti. In effetti, esso ha favorito la conoscenza reciproca tra i partecipanti, che erano di diverse nazionalità, così da sciogliere il muro di diffidenza, accrescendo la stima nei confronti dell’altro. Le nostre due artiste hanno così dimostrato che l’integrazione vera passa indubbiamente dall’“imparare insieme” per sboccare infine nel “Fare insieme” e nel “Costruire insieme”. Tutto questo processo di integrazione si è svolto senza troppe parole ma con azioni concrete e soprattutto con un’apertura verso la diversità. Chi meglio di un artista sa quanto la diversità può essere fonte di ricchezza se essa viene ben utilizzata?

La lezione ci è stata fatta, ora tocca a noi riprodurla nel nostro piccolo. Aspettando una nuova esperienza del genere, le nostre due artiste sono ritornate alle loro opere d’arte che possiamo vedere nella loro officina in via Fratta 42 ad Umbertide.


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Continua a leggere

Radio Cult

Background