Impedisce di rubare in un supermercato e diventa un eroe | Intervista

- Agosto 22, 2018

di Salif Guiébré

Questa è la storia di John, un nome di fantasia che gli abbiamo attribuito, perché per motivi di sicurezza non ha voluto rivelarci la sua vera identità.

John è uno di quei ragazzi che, per scelta o no, si fermano davanti ai punti vendita chiedendo l’elemosina. Due mesi fa, mentre era sul suo “posto di lavoro”, davanti al supermercato Coop di Madonna Alta in via Angelucci, sono entrati 5 individui sospetti, ai quali lui ha impedito di portare con sé degli articoli rubati nel supermercato. C’è da evidenziare che loro chiamano questa attività lavoro. John, è nigeriano, ha 26 anni ed è in Italia da tre anni e mezzo circa.

La nostra redazione è andata trovare John per farci raccontare la storia dal suo protagonista diretto.

Buongiorno, raccontaci quello che è successo.

“Allora ero qui davanti al supermercato facendo il mio lavoro quando questi individui sono arrivati in cinque. Ho sospettato da subito. Prima sono entrati nel supermercato in tre poi gli altri due; hanno cominciato a prendere degli articoli e a nasconderli nei pantaloni e sotto i giubbotti. Non gli ho più tolto lo sguardo di dosso, ma discretamente, fino a quando sono venuti alla cassa con due bottiglie di birra Tennent’s che volevano pagare. È stato proprio in questo momento che sono intervenuto. Gli ho mostrato la mia carta di identità, ma molto velocemente, facendo finta che fosse un tesserino professionale, dicendogli che sono il vigile del punto vendita, poi ho ritirato le due bottiglie dalle loro mani per paura che le usassero come arma contro di me.

Infatti, dopo che li ho denunciati, se la sono presa con me e hanno cominciato a picchiarmi. Uno di loro mi ha preso per il collo e gli altri mi picchiavano. Mi sono difeso come potevo. Alcune persone che erano nel supermercato hanno filmato la scena. La situazione si è calmata solo dopo l’arrivo della polizia, chiamata da un lavoratore del posto. I poliziotti, dopo aver calmato la situazione, hanno visualizzato qualche filmato della scena poi ci hanno portato nella loro sede dove hanno fatto tutte le altre formalità”.

Ti senti perseguitato dopo questa denuncia?

“Certo, ho tanta paura per la mia vita. Queste persone che ho denunciato non sono perbene, quindi tutto puó succedere. Per questo io cerco di limitare i miei movimenti. Il supermercato e casa mia sono gli unici posti che frequento in questo momento; non vado da nessun’altra parte. Mi sono anche comprato un cappello e un paio di occhiali per mascherarmi un po’”.

Che dici delle voci secondo cui il questore ti ha promesso un permesso di soggiorno per motivi umanitari?

“Esatto, me lo hanno detto e spero con tutto il cuore sia il prima possibile. Per il momento non me l’hanno dato ma ci credo fortemente”.

Come mai la scelta di questo supermercato?

“Non sono arrivato qui per caso; il posto è di un amico che se ne è andato e mi ha proposto di sostituirlo”.

Certe persone ti considerano un eroe, che ne pensi?

“È un po’ esagerato, ma devo dire che ho una certa auto-soddisfazione. Non sono in Italia per delinquere e questa è un prova che in un modo o nell’altro contribuisco a un’Italia migliore”.

Da quel beato giorno, qual è il tuo rapporto col personale del supermercato?

”In pratica non è cambiato niente, il rapporto era ottimo e tutti sanno che sono un bravo ragazzo. Infatti non è la prima volta, ho già trovato per terra un portafoglio con dei soldi e l’ho consegnato ai lavoratori del supermercato. Quindi niente di nuovo. Eravamo in buoni rapporti e lo siamo ancora di più”.

Hai un’idea sulla cittadinanza dei ladri?

“Non lo saprei dire con esattezza ma molto probabilmente sonno marocchini; di sicuro non sono Italiani”.

Pensi di smettere un giorno di chiedere l’elemosina e lavorare?

“Stare qui a chiedere l’elemosina non è una scelta facile. Ho un affitto da pagare e non ho un lavoro. Sono proprio costretto. Se trovo un lavoro anche da questo momento preciso, smetto subito di chiedere l’elemosina. Mi auguro che mi diano il permesso di soggiorno il più presto possibile affinché possa trovare un lavoro dignitoso”.

Grazie John e buona fortuna.

Donsalif


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