Oasis Game: mettiamo in azione i nostri sogni!

- Luglio 11, 2018

A cura di Svetlana

Eccoci al secondo fine settimana, gli ultimi tre giorni dell’Oasis Game, quelli dedicati all’azione, durante i quali si è cercato di realizzare i sogni della comunità, almeno quelli più importanti. Ho potuto assistere alla giornata conclusiva, il 1 luglio, con la festa del quartiere. È stato davvero bello vedere tante persone [] rendere quella piazza grigia e poco attraente un posto colorato e pulito. Il 29 e il 30 giugno tutte le persone, dai bambini agli adulti, abitanti della zona e no, hanno contribuito nel loro piccolo a sistemare la piazza: chi ha ripulito il terreno dai rifiuti, chi ha ridipinto i giochi per i bambini, le ringhiere del palco.

Prima di cominciare la festa bisognava dare gli ultimi ritocchi: finire di colorare con la vernice i disegni sull’asfalto, il gioco della campana, il twister. E nonostante il sole e l’asfalto bollente, è stato davvero divertente poter dare una mano a tutti quanti. Personalmente ho aiutato a dipingere dei cerchi per terra di svariati colori coi pennelli: mi sono sentita di nuovo bambina alle prese con l’album da colorare.

Al centro della piazza è stato raffigurato un grande mandala, un disegno con dei fiori e due pesci colorati che simbolicamente rappresenta il cerchio dell’Oasis Game, l’elemento fondamentale per la collaborazione e la condivisione di tutti.

E per finire questa giornata non c’era niente di meglio di un buffet con le pietanze provenienti da tutto il mondo: cibi arabi, africani, messicani, dolci, salati, tutto fatto rigorosamente con le proprie mani. Tanto cibo quante persone che sono venute in questi giorni ad aiutare. È proprio vero che a tavola non ha nessuna importanza che lingua parli dalla nascita, di che colore è la tua pelle: tutti comunicano con tutti, piccoli e grandi.

Ovviamente non poteva mancare la musica: sul palco si sono esibiti ragazzi dell’Ostello di Ponte Felcino suonando i ritmi tipici africani. Che dire? È stato un momento di vera magia e di complicità.

Non sono mancati i momenti “no” in questi giorni, sia dal punto di vista strettamente burocratico per organizzare la festa, sia per un’incomprensione con alcuni abitanti, che non hanno avuto nessuna esitazione a gettare tutta la loro rabbia e il loro odio su questo evento, ma per fortuna l’entusiasmo era più forte di tutti gli ostacoli.

La [] giornata conclusiva, il 3 luglio, è stata all’insegna della riflessione sul possibile futuro per Ponte Felcino e non solo. Sono stati nominati i responsabili per ogni intervento, chi per i giochi al parco, chi per le attività di integrazione vera e propria come insegnamento delle lingue. Ognuno ha avuto un ruolo di supervisione.

Conclusa questa esperienza si spera tanto che il seme di collaborazione piantato a Ponte Felcino possa portare i suoi frutti e faccia da esempio per altre realtà umbre e italiane in generale.


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