Dietro gli esperimenti di Daxter | ROAD TO #UCS18

- luglio 5, 2018

Quante volte avete sentito il bisogno, durante l’estate, di qualcosa di veramente fresco? Il caldo c’è, quindi eccovi il fresh che è più fresh del fresh.

Si chiama Eraldo Cekrezi, aka Daxter, classe ’98 ed è uno dei talenti dell’etichetta Bounce Records. Ci ho fatto due chiacchere per conoscerlo meglio:

 

Come hai iniziato a muovere i primi passi nel mondo della musica?

Un po’ come tutti, facendo i primi freestyle in strada con gli amici. Poi vedendo che la cosa mi piaceva ed ho iniziato a scrivere qualche barra, poi sono passato direttamente ai testi.

 

Sbaglio se dico che sei un trapper?

No dai, alla fine è vero. Però sono partito dal rap old school, avendo punti di riferimento come Fabri Fibra, i Club Dogo e Egreen.

 

Sei passato alla trap perché ti piaceva o perché hai visto che aveva un maggior impatto sul pubblico?

Entrambe le cose. Credo che questo genere mi permetta di esprimermi meglio, mi ha fatto fare una sorta di salto di qualità, poi ovviamente vedendo più feedback positivi ho pensato che continuare su questa strada fosse la cosa migliore.

 

A quali artisti ti ispiri?

A nessuno, non lo dico per boria, semplicemente cerco sempre di fare capire che ci sono io nei brani. Chiaramente seguo i trapper della scena italiana come Sfera Ebbasta e Capo Plaza, ma senza stare a copiare nessuno.

 

Da dove prendi spunto per scrivere i testi?

Bella domanda, non saprei. Non sono uno di quelli che si mette a contemplare il tramonto con il quaderno e scrive, quando mi viene qualcosa in mente diciamo che la penna va da sola.

 

Un saluto?

Bella ragazzi, un saluto a tutta la Buonce e a Il Flusso Sonoro. Ci vediamo tutti il 6 al Frontone!

 

ESKERE.

 


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