Uscire dalla propria stanza per diventare Dorso

- dicembre 30, 2018

Giovedì 27 Dicembre abbiamo assistito al concerto di uno dei più grandi prospetti del panorama musicale italiano, Alessandro Depalma, in arte DORSO. Musicista classe’99, facente parte del roster della rinomata etichetta 42RECORDS. Siamo riusciti a scambiare quattro chiacchiere con lui.

Bene Alessandro, presentati:
DORSO – Eskere Eskere.

Partiamo con la prima domanda: come è nato questo tuo progetto?
DORSO – Guarda, un giorno un amico mi disse ”perchè non provi a scrivere qualcosa in italiano?”. A me, sinceramente non sarebbe mai piaciuto fare qualcosa in italiano però poi ci ho provato ed ho capito che lo potevo fare dato che ho subito amato quella ”dimensione” di scrittura. Comprai una tastiera miDi ed iniziai a comporre i primi pezzi che inizialmente registrai tramite il microfono delle cuffiette del telefono. Da lì a poco è nato il tutto.

Sono ormai quasi due anni che DORSO è “nato”. Ti saresti mai aspettato che il progetto prendesse questa piega, ovvero quella di firmare per una delle più importanti etichette italiane?
DORSO – No, i pezzi che scrivevo dovevano restare nella mia camera. Non avevo in testa di farci un progetto serio. Io ho sempre suonato in una band con te (scoppiamo a ridere perchè io e Alessandro abbiamo suonato per tantissimi anni nella stessa band) e poi da cosa nasce cosa, dovevano rimanere in stanza e niente, alla fine sono usciti. Volevano farsi una passeggiata.

Cioè con questa frase hai già scritto una nuova canzone.
DORSO – Lascia stare. Questa è la teoria secondo la quale gli artisti al giorno d’oggi vanno in bagno e mentre fanno ciò che devono fare hanno già il progetto di logic sul macbook. Però si, ho scritto una canzone. (ride)

Chi ormai conosce i tuoi singoli può pensare che ognuno di questi raccontino vicende che ti sono accadute o che comunque hai vissuto in prima persona e che hai trasposto in musica in modo molto profondo e viscerale.
DORSO – Questa è una bella cosa. A volte la gente mi ferma per strada dicendomi: “si vede che quello che scrivi è vero”. Ogni mio testo racconta un momento, bello o brutto, della mia vita.

Chi non apprezza, o comunque non ascolta, la musica indie afferma che scrivere qualche frase senza senso su due o tre accordi di chitarra non è poi così difficile. Tu cosa ne pensi e come risponderesti a queste persone?
DORSO – Eh, fagli fare a loro un pezzo. È un po’ quello che dicevo prima: che la gente pensa che un artista vada in bagno ed abbia già la canzone pronta sul mac. Be’ non è così. Bisogna essere molto distratti per dire una cosa del genere. L’Italia sta vivendo questo periodo di rispolvero del cantautorato, il che secondo me, è solo un punto a favore.

Dalle foto che hai pubblicato su Instagram si può notare che hai instaurato una bellissima amicizia con un altro grandissimo artista italiano che è Dutch Nazari. Come è nato il vostro rapporto?
DORSO – Abbiamo suonato insieme a Roma, al Monk. Dutch è un grande, mi ha fatto davvero piacere conoscerlo.

Fra tutti gli artisti del panorama indie…
DORSO – IO! (scoppiamo a ridere)

In futuro con chi ti piacerebbe collaborare?
DORSO – Assolutamente Frah Quintale. Ha una visione molto presa bene della musica, mi piace molto il suo modo di scrivere ed ha spunti davvero interessantissimi. Semmai un giorno dovesse accadere, sicuramente farei una festa.

Dato che ormai siamo arrivati alla fine del 2018, secondo te quali sono stati i top e i flop di quest’anno?
DORSO – Fra i top sicuramente Calcutta. Lui veramente merita un posto d’onore. Il nuovo disco, secondo me, è un passo avani a tutti. Per i flop invece non saprei proprio chi citarti. Sarà che il termine flop nel contesto musicale non lo tollero proprio.

Qualche giorno fa la 42Records si è fatta “scappare” la notizia della probabile prossima uscita del tuo disco nel 2019. Confermi?
DORSO – Sì. Il disco c’è, basta. Anzi non c’è, ci sarà. Scusa se mi tocco, sono scaramantico. (ride)

Un saluto?
DORSO – Ciao Radio Cult. Culto totale. Eskere!

Visita la sezione interviste del Magazine di Radio Cult per leggere di tutte le chiacchierate autorevoli fatte dai nostri reporter.


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