Intervista ai Lagoona | ROAD TO #UCS18

- luglio 5, 2018

Se vai a cercare i Lagoona su internet, oltre ad una pagina Facebook intenta a “documentare” le fasi di registrazione del disco, si trovano solo alcuni stralci di live ed un EP di un paio d’anni fa.

Non trovando molto materiale, mi sono messa in contatto con Luca (Chiabolotti, ndr), il frontman dei Lagoona e gli ho fatto qualche domanda per capire chi fossero davvero.

 

Ciao Luca, in tutta sincerità non vi conosco e ho provato ad informarmi ma non ho travato un granchè in giro. Raccontami un po’ tu chi siete, come nasce il progetto Lagoona?

Allora, ti dico tutto quello che c’era su internet lo abbiamo tolto. Il progetto Lagoona nasce circa un anno e mezzo fa, forse anche qualcosa in più, in una città fondamentalmente neutra (io sono di Perugia e gli altri di Fabriano), al mare, ossia Senigallia. Lì ci siamo incontrati, in modo anche casuale, il batterista ed io. Sapevo che lui appunto suonava e da li ci siamo detti :

“-Ciao, hai voglia di suonare?

-Bomba! Anche io.

-Okay facciamo qualcosa. “

È nato tutto li. Ci siamo messi a tavolino e gli ho detto : senti, io voglio usare le chitarre, solo chitarre.

 

Scrivi tu i testi?

Sì, scrivo io i testi, adesso. I brani dell’EP li ha scritti il nostro ex bassista, perché io non ero ancora molto pratico, infatti è anche molto distante da ciò che facciamo oggi. Abbiamo pubblicato quell’EP dopo pochissimo che eravamo insieme e col senno di poi posso dire che non è stata proprio una grande idea. Andando in giro e proponendo roba nuova ci chiedono infatti : ma siete la stessa band?

 

Quand’è che c’è stato questo “cambiamento”?

Fondamentalmente dopo circa quattro mesi dall’inizio di tutto, abbiamo cambiato bassista ed è arrivato Daniele. Da li il sound è cambiato totalmente, io ho preso in mano la parte testuale e “porto le canzoni”, cioè arrivo in maniera grezzissima in sala prove, della serie : “ok, raga c’ho sta cosa”; e poi i ragazzi della band fanno il resto del lavoro, che è la parte più grossa, a livello di arrangiamenti e tutto il resto.

 

Mi dicevi che state portando in giro dei pezzi nuovi. Sono quelli che saranno all’ interno del disco (in uscita a settembre)?

Sì, esatto. Abbiamo fatto una scelta di tutti i pezzi che abbiamo suonato in giro, ci siamo fatti consigliare soprattutto da Federico (Brizi, ndr; i Lagoona stanno registrando il disco alla Jap) e da li abbiamo preso quelli che sono finiti poi nell’album. Siamo riusciti a finanziarci le spese di registrazione grazie a Musicraiser, che è andato a gonfie vele. Abbiamo superato il tetto in tempi brevissimi e siamo rimasti molto colpiti, soprattutto essendo una band che al momento non ha nulla fuori, a livello di ascolto, non ci sono canzoni in giro ma solo stralci di live.

Questo anche perché abbiamo puntato molto ad andare in giro, ovunque. Anche perché la mia idea della musica è che devi suonare anche nel posto più di merda de mondo, piccolo, dove sudi e sei felice ed hai la gente davanti che ti urla addosso. Noi siamo una band da live, non da studio. Nel senso, il cd serve, ma a noi interessa suonare, stare sul palco.

 

Quindi adesso siete in giro?

Abbiamo e stiamo suonando tanto. Abbiamo avuto la fortuna di fare diverse date ma soprattutto quella di conoscere tanta gente nell’ambiente, tante band, con cui si è instaurato un rapporto di amicizia.

 

State registrando alla Jap, però non siete sotto nessuna etichetta, giusto?

Non siamo sotto nessuno, ancora siamo del tutto “indipendenti”. Stiamo iniziando ora a guardarci un po’ intorno. Ora, con l’imminente uscita del disco, è arrivato il momento di mettersi a tavolino e capire bene cosa fare e come; per questo l’Umbria Che Spacca sarà il nostro unico concerto estivo, anche perché il nostro chitarrista sta in Argentina e tornerà a settembre, infatti domenica lo sostituirà Federico Brizi.

 

Come siete arrivati all’UCS?

Allora guarda, io ho sognato quel palco dalla prima volta in cui ci sono stato. Qualunque parte del palco, anche alle tre del pomeriggio, in un angolo, ovunque. Volevo suonare li, ma non ho mai avuto sino ad ora un progetto talmente valido da proporlo li. L’UCS è uno dei festival più importanti del centro italia, o comunque dell’Umbria, e poi li ci sono persone con cui voglio mettermi alla prova. Voglio portare una cosa in cui credo su quel palco. Per quanto un progetto come il nostro sia quasi “controcorrente” rispetto alla proposta musicale di oggi. Le chitarre sono tornate di moda in maniera molto pesante no?. Ovviamente è tutto sarcasmo il mio. Però quando la gente magari ci chiede che genere facciamo, la risposta è : “chitarroni incazzati (ride, ndr) con finti testi tristi” .

 

A proposito dei “finti testi tristi”, quando sono andata sulle info della vostra pagina FB, ho visto la descrizione “finte persone tristi”. Spiegamela.

“Finte persone tristi” perché fondamentalmente il disco che uscirà, ha tematiche tristi. Abbiamo detto perché scrivere di cose che non ci riguardano, perché dobbiamo parlare di poetica quando questa non ci appartiene granchè. Ascoltando il disco per intero alla fine, ci siamo accorti che c’è un tema costante. Il disco si chiamerà “Riparo”. C’è una ricerca della speranza, i testi sono molto intimi, ho parlato di un periodo preciso della mia vita, dove però ci si possono ritrovare anche gli altri. È un disco che però non poteva uscire in estate, te lo devi ascoltare quando fuori piove e sei triste, anche se le canzoni non sono proprio tristi. C’è solo una canzone d’amore, probabilmente la prima ed unica della mia vita (che non faremo all’Umbria Che Spacca, perché abbiamo deciso per una scaletta “incazzata”), che poi non è neanche una canzone, è più una richiesta. Boh, non lo so, non lo so spiegare bene, ti renderai conto magari sentendola.

Per me questa prima volta all’Umbria che Spacca, sarà pazzesca, perchè è la prima volta che suono “a casa”, su un palco che ho sempre sognato e in apertura ai The Subways che sono una delle mie band preferite. Ho già iniziato a fare sogni superansiogeni.

 

Abbiamo fatto l’intervista per telefono, ci si è staccata la telefonata circa sei volte ma ce l’abbiamo fatta. I Lagoona sono Luca Chiabolotti (chitarra e voce), Lorenzo Megni (chitarra), Daniele Maresca (basso) ed Elia Ruggeri (batteria).

I Lagoona suoneranno in apertura ai The Subways, Domenica 8 Luglio alle 20:00 ai Giardini del Frontone.

 


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