MINIMANIMALIST | INTERVISTA

- Ottobre 20, 2018

Giovedì 11 Ottobre al Marla di Perugia abbiamo incontrato Davide Bianco e Fabio Cazzetta, sono i MinimAnimalist uno duo rock-stoner, nato circa quattro anni fa a seguito della fortunata collaborazione con Manuel Agnelli. Sin dalle prime battute capiamo cosa si cela dietro la scelta di questo nome che riflette la sintesi delle loro personalità e la fusione di intenti che li ha portati alla realizzazione di un progetto musicale forte, caratterizzato da un’anima doppia, bipolare come loro lo definiscono.  In effetti, l’intento è proprio quello di combinare le loro diverse inclinazioni, una più elaborativa e fantasiosa, l’altra più diretta e istintiva, in un unico prodotto. Insieme sul palco danno vita ad una commistione di suoni e energie che risentono delle più disparate influenze: dal grunge all’elettronica al rock psichedelico. Nonostante siano solo una chitarra e una batteria a dare forma al loro sound, si rivelano assolutamente all’altezza di soddisfare le esigenze di un genere musicale che trova nella partecipazione di più strumenti uno dei suoi punti di forza.

– Qual è la genesi del vostro connubio, come vi siete conosciuti?

Fabio: Ci siamo conosciuti in sala prove perché siamo stati selezionati entrambi per suonare con Manuel Agnelli a un festival, in provincia di Brindisi. Cercavano dei musicisti che potessero accompagnarlo e scelsero lui alla chitarra e me alla batteria, si è trattato, da un punto di vista professionale e lavorativo, di amore a prima vista.

– Com’è stato collaborare con una figura senz’altro influente come Manuel Agnelli?

Davide: Agnelli è un personaggio molto diverso da quello che in realtà può sembrare da X Factor o altro, lui è un uomo di altri tempi, nel vero senso della parola. È una persona, contrariamente a quello che si pensa, molto disponibile, capace di concedere l’attenzione anche a chi ha di fianco, ad accogliere e considerare qualunque proposta, tant’è che gli abbiamo anche cambiato l’arrangiamento di una canzone. La cosa bella è che a lui piacque molto il finale di Ballata per la mia piccola iena così come noi lo avevamo arrangiato a qualche tempo dopo vennero a suonare in Puglia e ci stupimmo del fatto che lui l’avesse riproposta proprio in quel modo.

– Quali sono le vostre influenze artistiche?

Davide: Al livello di influenze ascoltiamo roba completamente diversa, Fabio ascolta grunge, io invece sono più sull’onda settantiana, blues, o anche la musica psichedelica degli anni novanta, molto matt rock, molta elettronica…
Fabio: Davide è la parte più elaborativa del gruppo mentre io quella più istintiva, io nasco sicuramente dal grunge, poi mi sono spostato un po’ sugli anni settanta anche io. Comunque, dal suo modo di essere un po’ più fantasioso e dal mio essere un po’ più diretto è venuto fuori questo progetto.

– Quindi  Davide è quello che mette la tecnica, Fabio quello più “emotivo”?

Davide: In realtà no, anche Fabio  è molto tecnico. Io ero uno di quelli fissati con la tecnica quando ero più piccolo, poi ho capito che non è così che mi piaceva suonare, ho cominciato a sporcare tutto, a studiare post- punk, jazzcore e tutta questa roba qui, sino ad arrivare al noise e poi tornare indietro al blues e mischiare le cose! Diciamo che una cosa che mi ha sempre contraddistinto è che io non ho mai studiato una canzone, ho sempre cercato di avviare un processo per arrivare ad una personalizzazione completa del mio modo di suonare. Io suono così perché mi esce completamente naturale, non c’è nessun artificio, nessuno studio, cioè sì,  ho studiato, ma ad un certo punto l’ho messo da parte, era una questione puramente conoscitiva, studiavo per renderlo funzionale al mio modo di suonare. Mozart diceva di imparare la tecnica al meglio possibile per poi sviluppare dell’arte, e io lo condivido, la tecnica non importa, importa il modo in cui ti approcci allo strumento.

– Ho avuto modo di ascoltare il vostro ultimo album, W.O.K. esiste un pezzo che vi rappresenta più di altri?

Davide: Non ce la sentiamo di dire che c’è un pezzo che amiamo di più, ci piacciono tutti, ci piace suonarli tutti. Forse se dovessimo scegliere diremmo Efelante, sicuramente, è quello che ci rappresenta meglio, perché è proprio diviso in sezioni che possono essere riconducibili a entrambi, è proprio bipolare, disturbato.

MinimAnimalist:
Sono un duo rock-stoner italiano composto da Fabio Cazzetta (batteria, voce) e Davide Bianco (chitarra). Nel Giugno del 2015 esce il disco di esordio dal titolo “Ora o mai più” realizzato con successo tramite crowdfunding su musicraiser, con grande apprezzamento di Giovanni Gulino (Marta Sui Tubi). Nel marzo 2018 pubblicano “W.O.K.“, il loro secondo album, un disco basato sullo stoner, sulla psichedelia e sulle sonorità fondamentali del rock puro. Grazie a questi due dischi e alla loro instancabile attività dal vivo, negli anni i MinimAnimalist hanno calcato importanti palcoscenici italiani come quello del Primo Maggio di Taranto e hanno aperto i concerti di gruppi quali Bud Spencer Blues Explosion, il Pan del Diavolo, Post-CSI, Edda.

 

Leggi altre chiacchierate autorevoli dei nostri reporter direttamente dalla sezione interviste del Magazine Radio Cult.

 

 


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Continua a leggere

Radio Cult

Background