That’s why I’m D-Verse | ROAD TO #UCS18

- Luglio 4, 2018

Quanti ricordi abbiamo dei momenti in macchina con i nostri genitori quando eravamo piccoli? Non per forza viaggi lunghi, anche solamente quando andavamo a fare la spesa.
L’aria che entrava dai finestrini, far finta che indice e medio fossero le gambe di un uomo dai poteri soprannaturali e le gare fra le goccioline sui finestrini.
Questo è quello che la maggior parte di noi faceva, ma forse non tutti.
Jacopo Vitali, classe ’97, in arte D-Verse, a quanto pare non tifava per nessuna gocciolina, perché era impegnato ad ascoltare “i tipi fighi” che passavano alla radio.
Quei “tizi” erano Eminem, 50 Cent, Snoop Dogg e Fabri Fibra e lui, tra le tante canzoni, aveva capito che c’era qualcosa di speciale in quei suoni. Detto così sembra l’inizio di un film, no? Non proprio, è solo che sono veramente bravo a scrivere.

Quindi intorno agli 11, 12 anni Jacopo intuisce che in quei brani che aveva ascoltato, quasi per caso, c’era qualcosa di magico e voleva starci in mezzo anche lui.
Le canzoni si passavano tramite bluetooth, non c’erano gli smartphone, e quando un suo amico gli fece ascoltare Ghost di Tupac decise di cancellare tutte le altre canzoni e gli altri generi dal telefono, per metterci un bel po’ di rap d’oltreoceano.
Così iniziò a scrivere e scrivere, addirittura in inglese, fino a quando un giorno lui e un suo amico decisero di sfidarsi componendo e registrando un dissing da far ascoltare poi all’altro. Quel brano registrato con il microfono di Guitar Hero della Play-Station 2 finì per caricarlo su YouTube.

Jacopo, spinto dai suoi amici, continuò a comporre pezzi e, per caso, proprio come aveva intuito la sua strada, conobbe ad un live un noto producer di Perugia: Tesc aka (also known as) Edoardo Brunelli.
“3/4 della scena rap perugina passavano dalla sua cameretta”, quindi le cose iniziarono a farsi serie, così come iniziavano a farsi serie le attrezzature, tutte cose che gli diedero una grande spinta emotiva. Il tempo passa, Tesc partì per Milano per studiare, e intanto Jacopo scrisse “un botto” di brani come Training che, al ritorno del producer, furono raccolti in un mixtape uscito nel giugno del 2017 intitolato Periodi: già il titolo in sé racchiude il significato del tempo che scorre, scandito appunto da periodi, più o meno complessi, come le parti di una frase. Di lì a poco il salto di qualità, Jacopo entra a far parte della Bounce Records, diretta da Chiskee aka Francesco Fiorucci.

Dopo essersi esibito in locali di spicco come l’Urban, l’Afterlife ed il Rework il 6 luglio approderà sul palco dell’Umbria che Spacca. Ci becchiamo lì!


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