D’AMORE, DI VITA E DI ALTRE SCIOCCHEZZE | Tagore

- novembre 5, 2018

Per una notte, viaggiatore, sii imprudente,
allunga la tua strada.
Al risveglio, sii come il giorno prigioniero
di una notte di nebbia.
Non evitare il giardino dei cuori persi,
va’ in fondo, al termine del cattivo cammino,
dove l’erba è un tappeto di fiori rossi in abbandono,
dove malinconiche acque si dirigono verso il mare ondoso.
A lungo, senza riposo, hai vegliato
sul peso di anni inutili.
Che sia infine tutto dissolto!
Ti resterà la gioia disperata d’aver perso tutto.

(da Petali sulle ceneri)

 

Quando la stretta delle mie braccia è disciolta
Da tutte le cose che ho ardentemente desiderato-
È allora che in una visione
io vedo il Tutto
splendente alla luce del mattino,
il Vuoto non è mero deserto!
Allora io colgo dei saggi il messaggio:
«Nessuno potrebbe vivere o morire,
se la Gioia che tutto pervade non colmasse il cielo».

(da Ali della Morte)

 

Rabindranath Tagore:
nasce a Calcutta il 7 maggio 1861 e muore a Śānti Niketan, Bolpur, nel 1941. È stato un poeta, filosofo e drammaturgo bengalese. Considerato come una delle figure più emblematiche dell’India moderna, si fece portavoce di un messaggio di armonia universale che supera i confini tra razze e popoli. Nel 1913 riceve il premio Nobel per la letteratura.
Temi ricorrenti nella produzione letteraria di Tagore sono l’amore, il viaggio, la natura. Per egli la vita è il risultato di una continua ed eterna creazione gioiosa, dove il dolore è solo necessaria esperienza momentanea e la morte una condizione di passaggio: ciò che muove ogni cosa è l’amore, il quale caratterizza tutte le relazioni tra le creature e ogni rapporto tra essere e divenire.

 

Per approfondire:
https://biografieonline.it/biografia-rabindranath-tagore


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background