APPARAT @ TENAX

- aprile 8, 2018

Dopo gli ultimi tour in compagnia della band, Apparat torna con il nuovo tour a cavallo tra 2017 e 2018 nella sua veste originaria di Dj, abbandonando i teatri in favore dei Club. Approda a Firenze, al Tenax, dopo le prime due date sold out di Novembre all’ Ex-Dogana a Roma e al Fabrique di Milano. E’ headliner del Kappa Futur Festival, che si terrà il 7 e 8 luglio a Torino.

La sua ultima produzione da solista risale al 2013, mentre quella con il progetto Moderat si ferma al 2016. Negli ultimi anni è stato impegnato nella realizzazione delle colonne sonore de “Il giovane favoloso” di Elio Germano (per il quale ha vinto il Premio Piccioni alla Mostra internazionale del cinema di Venezia), e della serie “Dark” per Netflix.

Ad aprire la serata c’è Alex Neri, resident del Tenax, è tra i produttori italiani più stimati a livello modiale, mente di Tenax Recondings e fondatore dei Planet Funk.

Le porte si aprono alle 22.30, il locale ci mette a un pò a riempirsi, ma di biglietti ne sono stati venduti (e anche parecchi) nelle settimane precedenti, tanto che intorno alla mezzanotte già non ci si muove. Alex Neri inizia a scaldare il pubblico, che aspetta con ansia l’arrivo in consolle di Apparat. Il dj berlinese non si fa attendere troppo a lungo, tanto che inizia il live quando sono circa le 2. C’è un’esplosione in pista quando attacca con il primo pezzo. Tutto il set si muove tra una techno intima e quasi riflessiva costellata di suoni ambient, sperimentazioni elettroniche e influenze post rock.

A completare il cerchio delle emozioni sensoriali, giochi di luce e video proiettati sui 6 maxi schermi che circondano il dancefloor. Scorrono serie di immagini riprese soprattutto dalla cultura rock, Sex Pistols, Sid e Nancy, i Nirvana; intervallati da frame ripresi da rave anni ’90, gente che balla in metropolitane deserte e luoghi desolati, tutto rigorosamente sui toni del grigio. Ad un certo punto salgono sopra la consolle tre ballerine vestite solamente con delle maschere bianche e maglietta dell’album “unknown pleasure” dei Joy Division; le segue un ragazzo che inizia a disegnare sulle maschere ogni tipo di espressione facciale possibile senza interrompere la loro danza.

Apparat riesce a mixare perfettamente brani conosciuti come “Arcadia” e sound del tutto nuovi, ma l’apice è quando per pochi secondi fa partire l’intro di “A new error” (prodotta con i Modeselektor all’interno del progetto Moderat) per poi staccare subito con un aumento vertiginoso di Bpm che fa scatenare il pubblico. Continua spedito fino alle 4.30 con il locale in chiusura, che lentamente si svuota sulle note mixate da Alex Neri che ritorna per dare l’arrivederci al pubblico.

In definitiva è stato un set davvero di livello, ma non potevo aspettarmi diversamente, vista la carriera ormai ventennale di Apparat che non accenna a declinare, anzi.

Rimaniamo tutti in attesa quindi di nuovi progetti solisti e chissà magari che magari anche i Moderat non decidano di tornare dalla vacanza che si sono presi.


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