Elogio del Chroma Festival

- Giugno 11, 2019

Non era facile ripetersi. Anzi, non era facile avere più gente rispetto all’anno scorso. E non era neanche facile coinvolgere un gran numero di persone e farle scatenare al ritmo di suoni reggae o elettronici. Ma loro ci sono riusciti. Loro, i ragazzi e le ragazze del Chroma Festival. Parlo di ragazzi sì, perché ci troviamo di fronte a un’organizzazione composta interamente da gente la cui età media si aggira intorno ai 25 anni. L’esempio più evidente del fatto che questi giovani non stanno tutto il giorno sul divano a poltrire, andando contro a quella concezione ormai largamente diffusa fra i più anziani  (“vecchidimerda”, direbbe Giancane). Se dicono, questi giovani, le cose le sanno fare eccome! A dimostrarlo c’erano tutte le persone che si sono mostrate entusiaste per l’evento e si sono palesate a Bastia Umbra per i tre giorni del Festival.

E non importano le innumerevoli segnalazioni che sono arrivate ai carabinieri perché – come avrete già capito da quanto scritto sopra – questi ragazzi sono anche intelligenti e con le loro valide idee sono riusciti ad ottenere i permessi utili per non essere poi disturbati mentre le mettevano in pratica. Non importa quindi se qualcuno si lamenta e non capisce l’enorme potenzialità di un festival come questo, con ospiti internazionali a Bastia Umbra. Probabilmente, queste, sono le stesse persone che si lamentano di una città (e dintorni) sempre più morta e priva di ogni tipo di iniziativa.

Fatta questa breve – ma doverosa – introduzione, passiamo al racconto dei tre magnifici giorni vissuti all’interno del Chroma Festival. Quest’anno è iniziato con diverse novità, tra cui l’area market e il tendone Redbull, ma quella più importante è senza dubbio la cucina. Anche se probabilmente ho preso un chilo, mi ha fatto molto piacere gustare ogni sera una deliziosa piadina o un gradevole hamburger. Complimenti allo chef!

Una volta entrati nell’area verde del circolo Borgo I° maggio, ci si sente subito in pace con se stessi: l’immensità del prato su cui potersi stendere e rilassare, i diversi divanetti sparsi in giro dove poter conversare tranquillamente e la musica che proviene ora dal Blue ora dall’Ichnusa stage. Insomma una piccola oasi.

A proposito di musica, per la prima volta il Chroma Festival ha avuto un ospite internazionale, proprio il primo giorno. Stiamo parlando dei Delta Sleep. A Bastia. Da Brighton. Per farvi capire, l’anno scorso a Bastia (precisamente Costano) c’era Orietta Berti (senza ovviamente screditare la bellissima sagra della porchetta che si tiene ogni anno nella frazione bastiola). Ma già lo sapevamo che i Delta Sleep sono stupendi (venerdì lo hanno pienamente dimostrato), con il loro math-rock che ha saputo appassionare anche chi magari non li conosceva benissimo, perciò non ve ne starò qua a parlare. Sempre durante la prima giornata è stato dato spazio anche alle principali realtà musicali locali, come i Violet Ghost, Il Gigante e JM (solo per citarne alcuni). Ma volevo concentrarmi soprattutto sui due giorni successivi, il sabato e la domenica, rispettivamente dedicati alla musica elettronica e al reggae.

I Delta Sleep sul palco del Chroma Festival durante la serata di venerdì 7 giugno

Il bello del Chroma è proprio questo: dare spazio anche ad altri generi di “nicchia” per provare a far avvicinare gente solitamente diffidente o che ripudia questi suoni. Ecco il Chroma li ha smentiti. Devo ammettere che anche io ero un po’ preoccupato per la risposta che sarebbe arrivata da parte del pubblico al cartellone offerto dal Festival, ma tra il pienone che c’è stato sabato e un’anziana signora che ballava sopra il reggae di Ras Tewelde mi sono ricreduto. Sia Bruno Belissimo che Lion D (i due headliner rispettivamente del sabato e della domenica) hanno saputo coinvolgere magnificamente il pubblico, portandolo a ballare e a divertirsi come non mai.

In conclusione, una richiesta agli organizzatori di questo meraviglioso evento: vi prego ragazzi, non smettete di farci sognare. Continuate a portare musica dal respiro internazionale in questi luoghi troppo spesso privi di attività che sappiano coinvolgere anche noi giovani. Non fatevi ostacolare da niente, perché siete la dimostrazione di come l’impegno e la passione per qualcosa che si ama possano superare qualsiasi difficoltà. Ci vediamo l’anno prossimo!

I ragazzi dell’Associazione Culturale Chroma

Leggi altri articoli di Roberto Bondi.


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