Colle der Fomento – Live report dall’Urban

- febbraio 5, 2019

Sabato scorso siamo stati all’Urban di Perugia per assistere al concerto dei Colle der Fomento. Lo storico gruppo hip-hop sta portando in giro i brani del nuovo disco “Adversus”

Prima di iniziare il racconto della serata di sabato all’Urban, volevo premettere due cose: la prima, è che quando è stato pubblicato Odio Pieno io ero appena nato, perciò mi scuso in anticipo se non so come ci si sentiva ad andare ad un concerto dei Colle der Fomento in quegli anni. Posso solo immaginare (desiderare) l’atmosfera musicale impregnata di hip-hop che era presente in quegli anni. Ho cercato di fare del mio meglio, immergendomi a fondo nella cultura rap di quel periodo, ascoltando i vari Sangue Misto, Cor Veleno e Inoki Ness, tanto per citarne alcuni; la seconda, è che a me piace la trap, la trovo una corrente innovativa (forse ultimamente un po’ ripetitiva).

Quando ad un certo punto del concerto Danno ha chiesto “alzi la mano a chi piace la trap“, io me sono rimasto immobile, da vero codardo, sentendomi in colpa per il fatto che ero ad uno spettacolo di hip-hop italiana old school e allo stesso tempo provassi simpatie per Sfera Ebbasta e Capo Plaza. Anche Danno si è accorto che molti mentivano: viste le poche mani alzate, si è limitato ad un “bugiardi, state mentendo!“.

Ripensandoci su, mi sono detto chissenefrega. Non mi devo vergognare di nulla. Infatti, quello che ho provato a fine concerto non è stato un sentimento di esclusione o disagio, ma un sentirmi parte del tutto, perfettamente a mio agio tra gente che magari ascolta i Colle da vent’anni (rincuorato anche dal fatto che in sala erano presenti molti ragazzi della mia stessa età).

È vero che l’ultimo album, Adversus, rappresenta una sorta di risposta all’attuale scena rap italiana recuperando rime spigolose, dirette, e un sound underground. Insomma, un vero e proprio rap “nudo e crudo”. Ma ce n’era bisogno, soprattutto in un periodo in cui gli artisti non tengono molto ai testi. Tutta l’arroganza, la ferocia, l’ostilità presente nelle loro composizioni l’ho ritrovate sul palco, dove Masito e Danno si sono espressi con la massima vivacità ed energia, sputando rime cariche di veleno, consapevoli della loro influenza su tutta la scena hip-hop italiana e della loro ormai ventennale carriera.

I due rapper sono apparsi carichi e pronti a spaccare il mondo, scorrazzando continuamente da una parte all’altra del palco, dialogando spesso con il pubblico, riuscendo a fare quasi un’ora e mezzo di concerto senza prendere pause (!) – fatto da non sottovalutare, considerando che spesso i cantanti o le band attuali fingono di interrompere il concerto per poi tornare sul palco quasi subito. Per aiutarli a respirare ogni tanto è stato presente anche Aliendee, campione di beatbox. Non sono mancati di certo momenti più lenti, in canzoni come “Polvere”(un applauso a Roy Paci!), caratterizzata da un ritmo che porta ad una quiete e ad una riflessione maggiori. Non sono mancati neanche i grandi classici del passato, come “Vita” e “Funk Romano”.

Il tempo passa e sicuramente arriveranno nuovi artisti, ma se dopo vent’anni di carriera e una lunga sfilza di concerti riescono ancora a trasmettere tutta questa energia e aggressività, allora sono sicuro che i Colle der Fomento avranno da dire la loro per molto tempo ancora.

Visita la sezione live report del Magazine di Radio Cult o leggi altri articoli di Roberto Bondi.


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