VI CONSIGLIO ELLEN ALLIEN – Live report dall’Afterlife

- Dicembre 11, 2018

Concerti diversi e solitari

“Mmh…però, bula dai, poi è anche bella”: penso che questo commento (molto sincero), espresso da una ragazza che mi era accanto, esprima bene il mood della serata. Chi mi sconosce rimarrà sicuramente sorpreso del fatto che, venerdì 7 dicembre, me ne sia andato all’Afterlife di Perugia per assistere al concerto di Ellen Allien: una delle regine dei club di tutto il mondo, con il suo stile inconfondibile capace di unire la techno all’elettronica (con un pizzico di house). La dj berlinese ha una sua etichetta discografica, la BPitch Control, e collabora spesso con artisti dello stesso genere (su tutte, ricordiamo la collaborazione del 2006 nell’album Orchestra of Bubbles con Apparat).

“Ma come, tu sei un rockettaro, non l’ascolti questa roba”, me lo dicono spesso, anche quando magari cerco delle opinioni su diversi album rap. Beh, cosa vi posso dire, la gente può anche spaziare, cercando di ampliare i propri orizzonti musicali, e di certo si deve sapere che sono stati realizzati album in cui si uniscono diversi generi musicali (penso a Kid A dei Radiohead, miscela di rock ed elettronica, che ha avuto un forte impatto sulla mia formazione musicale).

Ma tutto ciò non mi importa. Sì, perché se me ne fosse veramente importato qualcosa, avrei cercato qualcuno con cui venire a questo concerto, invece ci sono andato da solo – sigh, sigh -, aspettando circa due ore prima che quella bellissima donna che è Ellen Allien iniziasse a mettere i suoi dischi. Il concerto, infatti, è iniziato più o meno alle 02:45 (e io che pensavo che il concerto dei FASK, partito alle una, fosse iniziato troppo tardi).

Non starò certo qui a raccontarvi di quanto possa essere bello andare a un concerto da soli, di quanto si impari a conoscere meglio se stessi – avendo molto tempo per riflettere sulla propria vita – e di quanto disagio e imbarazzo si provi nonostante tutto. Soprattutto se stai due ore ballettando, ogni tanto guardando il telefono, con i tuoi amici che sono tutti a letto (a mia discolpa posso dire che questo era il mio primo concerto techno e non sapevo bene gli orari).

Mi sono sentito parte del tutto

Devo però ammettere che quando Ellen Allien è salita sul palco, con la sua maglietta “j’adore hardcore”, ogni problema è sparito. Mi sono sentito parte del tutto. Finalmente, ho capito cosa sono veramente “i bussi”, cosa è veramente il tunz tunz. Ma Ellen non si limita a questo, per i bussi basta chiamare un qualsiasi DJ della zona. Quella donna sente veramente la musica dentro di sé, lo si nota dalla frenesia e dalla vivacità con cui si muove sul palco, come se si trovasse contemporaneamente sia sulla pista da ballo, assieme a noi, sia dietro la consolle. In più, una gestualità tipica da direttore d’orchestra (la leggerezza e la semplicità con cui muove le mani sono da brividi) fa sì che tutto il pubblico vengo addomesticato a dovere, come in una sorta di trance, nella quale si è costretti a muoversi e a scatenarsi come se non ci fosse un domani.

I brani suonati sono stati diversi, in particolare quelli provenienti dal suo ultimo album Nost del 2017 e dall’EP Take a Stand del 2018, con una combinazione tra ritmi lenti e vere e proprie esplosioni di suono che hanno fatto impazzire il pubblico. Insomma, questa donna mi ha fatto sentire in compagnia, quando ero solo, e mi ha fatto ballare, quando non ne avevo per niente voglia.

La prossima volta che sarà nelle vicinanze un altro DJ di musica elettronica o techno che sia, non ci penserò su due volte prima di andare. Un’esperienza sicuramente da ripetere.

Visita la sezione live report del nostro Magazine, o leggi altri articoli di Roberto Bondi.

 

 

 

 


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