Del concerto di Generic Animal al Rework – Live report

- dicembre 17, 2018

Se vi ricordate, giovedì 13 dicembre era freddo. Molto freddo. Dalle parti del caro vecchio Monte Subasio, da dove vengo, nevischiava pure. Ma ciò non mi ha impedito di prendere la macchina (circa dieci minuti per scaldare il motore) e andare al Rework di Perugia per godermi un bel concerto di Generic Animal.

Per chi non lo sapesse, Luca Galizia, in arte Generic Animal, è un ragazzo classe 1995 che nel 2018 ha pubblicato due album, uno omonimo a gennaio (con i testi scritti da Jacopo Lietti dei Fine Before You came), e uno a luglio (Emoranger, prodotto da Carlo Zollo, già produttore di Ghemon e altri). Sempre quest’anno, è stato premiato da KeepOn Live tra le migliori nuove proposte.

Ci sarebbero tante altre cose da dire su di lui, ma questa non è una recensione e mi fermo qui. Mi piace, invece, soffermarmi sulle emozioni che le canzoni di Generic Animal possono esprimere, e che mi hanno spinto ad allontanarmi dal caldo camino di casa. I suoi brani, infatti, sono caratterizzati da una semplicità di un’efficacia disarmante, dove malinconia, tristezza, ma anche piccole gioie quotidiane si intrecciano dando luogo ad un arcobaleno di sensazioni perfettamente incastrate tra loro.

Ci si ritrova spesso nelle situazioni narrate dalla voce strascicata del cantante varesino, da quando si torna a casa con il treno (“Trenord”), oppure si tenta di andare via dal proprio paese (“Alle fontanelle”), fino a quando si comprano le scarpe nuove (“SCARPE #1”) o si litiga con il proprio gatto (“GATTONE”).

Tutto questo lascerebbe presuppore ad una certa banalità dei testi. Ma vi assicuro che, quando ve lo trovate davanti, solo sul palco con la sua chitarra, si nota subito l’immediatezza e la sincerità che questo ragazzo porta con sé. La sua voce riesce ad affascinarti e a tranquillizzarti, agendo come una sorta di calmante su tutte le tue preoccupazioni.

Mentre la chitarra è utilizzata soprattutto per i brani del primo album, questa viene quasi sempre lasciata sul palco quando si tratta di cantare i brani di Emoranger (caratterizzati da una componente elettronica più forte), portando Luca a muoversi con andamenti tipici di un rapper (in senso positivo eh). Infine, ci regala anche un bis di “Aeroplani”, una delle sue canzoni più famose (“davvero, non me lo aspettavo” dice).

Anche scambiandoci due chiacchere a fine concerto, si notano la timidezza e la modestia di Luca, un’artista che ha iniziato a scrivere il secondo album quasi casualmente, con lui e Zollo che si divertivano mentre componevano le tracce in casa. Dunque, se siete indecisi tra una bella cioccolata calda con film a casetta, oppure un concerto di Generic Animal, spero di avervi convinto su quale sia la scelta migliore.

Visita la sezione live report del Magazine di Radio Cult, o leggi altri articoli di Roberto Bondi.

 

 


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background