Humus Music Fest | LIVE REPORT

- Giugno 21, 2018

L’Humus Music Fest si appresta alla sua quarta edizione sotto i migliori auspici: il sole splende, il lago è magnifico, tutto è pronto per iniziare. Nove diversi artisti si succederanno in questa lunga giornata sul palco allestito alla spiaggia Albaia di Monte del Lago (Magione). I ragazzi del Doremilla hanno fatto davvero un bel lavoro e si vede. Uno degli organizzatori, Daniele Berioli, mi confida:

“Non rivelare la scaletta degli artisti rappresenta la nostra idea di festival: passare una giornata di musica insieme, vivere l’atmosfera del luogo, godersi il tramonto e i vari gruppi, senza pensare agli orari. L’impegno da parte nostra è stato massimo: io sono qui da tre giorni per preparare il tutto, e non sapete quanto lavoro c’è stato dietro per organizzare una cosa del genere… ma lo facciamo perché ci piace. E non mi aspettavo questo successo, ma ci fa molto piacere”.

In effetti la spiaggia e il prato sono pieni di gente di tutte le età, stesi sul telo a prendere il sole, in piedi a chiacchierare con una birra in mano, sul bagnasciuga a piedi scalzi. In questo contesto, verso le 17 cominciano a susseguirsi i gruppi che si esibiranno, integrandosi alla perfezione con l’atmosfera del momento.

La prima è Augustine, che in realtà non ho visto esibirsi per mio colpevole ritardo, ma mi dicono fosse “una figa”, col suo dream pop, la band dietro e le spine di istrice in testa.

Poi tocca ai Dudes: quattro scalmanati che fanno rock semplice, quasi adolescenziale, ma fatto bene.

I Soulink stupiscono con il loro hip pop misto a danza contemporanea e melodie soul. Tipo Beyoncé e Jay-z “fatti in casa”.

A questo punto sale l’attesa per La Barba della Montagna: attesa ripagata da un ottimo live, doom-stoner metal fatto di brani divisi in sezioni anche molto diverse tra loro, molto estemporanee, come se fossero state ideate seguendo l’intuizione e l’istinto più che la logica.

Ormai il sole sta calando e il tramonto tinge di rosso la serata. E’ il momento migliore per Dead_Poets_Society, uno strano tizio di Foligno vestito come uno skateboarder, che fa cantautorato intimo, stile anni ’60 americano.

Il momento di relax viene interrotto dai Virginia Waters. Li etichetto come “rock femminile”, la cantante ha una voce straordinaria, mi ricorda Alanis Morissette anche per la ricerca di dissonanze supportate anche dal resto del gruppo.

Durante il cambio palco mi mangio una pizza, mentre vedo portare sul palco una quindicina di strumenti a fiato, due sintetizzatori e molte altre strane apparecchiature. Mi dico: non sapevo ci fosse un’orchestra.

Invece sul palco si presenta Gianfranco De Franco. Da solo, manda all’aria tutte le mie certezze in fatto di musica. Il polistrumentista calabrese crea impalcature, sovrastrutture, costruisce strade nuove esplorando suoni inauditi: un architetto della musica.

Comincio a essere un po’ stanco per via della giornata di sole e dell’orario e me ne torno verso casa. Mi raccontano dei Miptera che potrebbero fare da colonna sonora di un film con Ryan Gosling, e de Il Bacio della Medusa che chiudono alla grande con il loro art-rock progressivo.

Tutti bravi, ma non c’è un “vincitore”, non è un contest. Tutti hanno dato il loro contributo per creare una giornata diversa, speciale. Grazie ai ragazzi del Doremilla per aver organizzato questa domenica dedicata alla musica locale; ci vediamo sicuramente l’anno prossimo.

A presto

 


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