I Ministri @ Afterlife

- maggio 12, 2018

Dopo due anni dal loro ultimo tour i Ministri tornano a calcare i palchi della penisola con il nuovo album “Fidatevi”. I tre milanesi riprendono la scia di “Cultura Generale” con un pizzico delle antiche sonorità, forse influenzati proprio dal loro ultimo tour in cui hanno riproposto diversi pezzi del loro primo album, “I soldi sono finiti”.

Il live inizia a luci spente e con una grande acclamazione da parte del pubblico. Il primo brano è “Spettri” e si crea subito un’atmosfera bella macabra grazie anche al buon utilizzo delle luci; ma è con “Crateri” che il pubblico in sala inizia a riscaldarsi davvero. Con un mix ben calibrato di brani dalle sonorità e dinamiche più differenti i Ministri hanno fatto ballare sia i vecchi fan sia chi li ha scoperti da poco, inserendo in scaletta molti dei pezzi che li hanno portati alla fama, tra cui “Comunque” e “Idioti”. Il sound molto aggressivo tipico dei loro concerti ha impattato sonoramente sul pubblico, sempre pronto a rispondere ad ogni chiamata di ardente cattiveria.

Nota non molto gradevole è stata la scarsa presenza delle chitarre che non sono riuscite ad emergere dall’impianto del locale, nonostante ce ne fossero ben tre sul palco. A suonare, infatti, erano in 5: oltre alla  formazione storica erano presenti Marco Ulcigrai, già in altri tour della band nel ruolo di chitarrista, e Anthony Sasso, conosciuto come componente del progetto di Andrea Laszlo De Simone nel ruolo di chitarrista e pianista.

Quello dei Ministri è stato un live costruito bene ma, a mio modesto parere, ancora migliorabile. Un encomio speciale va sicuramente al lighting tech per la precisione e l’utilizzo delle luci durante tutto lo spettacolo. E adesso l’unica cosa da fare è sedersi sulla riva del fiume ed aspettare un’occasione estiva per ascoltarli in un contesto diverso dai club, per vedere se saranno sempre in grado di gestire al meglio una serata.

Foto: Riccardo Bianchi


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