VIPRA x AMEN @ LARGO VENUE

- marzo 29, 2018

Roma, 9 Marzo 2018. VIPRA x AMEN @ LARGO VENUE.

Cronaca di un live complesso.

Ho preso un Bla Bla Car. Arrivano. Sono in due, uno indossa un pullover bianco di Marina Yachting. Ha i pantaloni della tuta. L’altro i jeans e un giubbotto NAVIGARE.

I sedili della punto nera puzzano di mastrolindo.

Intuii che fossero del sud quando mi scrissero “ci sta traffico arriviamo”.
La conferma arriva con la vigorosa stretta di mano alle 10:10.

Due militari di Potenza.
Mentre uno guida e dice quanto scopa, l’altro chiama a ruota la madre per riferirle che tizio “HA RITT’…’” e che lui di conseguenza “C’HA RISPUOST’…” non capisco cosa, ma ogni volta che chiama la madre riecheggia Faccetta Nera nel 1600cc diesel.
Arrivo finalmente incolume e, tutto sommato, pieno di brio a Roma.
Raggiungere Largo Venue mi è tutt’altro che semplice e, prima sull’8 e poi sul 5, e ancora a piedi lungo la Prenestina, rimpiango i miei due prodi compagni di viaggio, persi come merry e pipino alle porte della capitale.

In “calcio d’angolo” riesco a scambiare due parole su instagram con uno dei ragazzi di Amen Nite alimentando la speranza di poter fare un report serio (cosa palesemente arenata nelle prime 3 righe).

Giunto al locale mi accolgono, più calorosamente dei miei stessi parenti a Natale, i ragazzi del collettivo Misto Mame, di cui sicuramente torneremo a parlare, coi quali aspettiamo l’inizio del live parlando di breakdance, anas, e arredamento d’interni.
Più che per l’headliner dell’evento, la dj/producer francese Coucou Chloe, sono qui per il “gruppo local” che la anticipa: VIPRA.

Questa sera manifestatosi nelle sembianze di Valerio e Federico, questo “personaggio ambiguo” è uno dei progetti che mi ha colpito di più nello scorso 2017.

Scoperto con lo sconvolgente EP Musica Jao, uscita per quella che definirei boutique, più che etichetta, di Lorenzo Senni: Presto?!.  

VIPRA, in costante mutamento, sembra avere (raggiunto) l’obiettivo di trascendere la musica.

In effetti corre poco tempo (concetto che diverrà sempre più lato nel corso dell’articolo) dall’inizio del live al raggiungimento di uno stato di trance comune.

Uno stallo alla messicana dove si disintegrano i ruoli di pubblico e performer, tempo e timpani. 

Mentre il solenne taiko dondola incatenato al soffitto, come una spada di Damocle, i due compaiono dal nulla. Inizia una sorta di teatrino grottesco fatto di suoni, annullamento, aritmie e sound collage.

Ho la stessa sensazione di quando ri-sento l’estinto dial-up. Sconcertante ma bellissimo.

Valerio si cristallizza immediatamente sopra all’MPC, ai miei occhi appare una sorta di Tetsuo 2.0 garbato quanto spietato.

Federico invece si sublima (nel senso proprio chimico del termine). E’ fin difficile seguirlo con gli occhi, se non fosse per le improvvise aggressioni al taiko, cui orbita attorno come un avvoltoio, che squarciano il tappeto assordante gonfio di bassi.

Ogni tanto penso a voltarmi, curioso di vedere le facce degli altri che stanno assistendo. Mi è impossibile, sono del tutto catturato e scosso. Scambiando poi due chiacchiere con Fede mi esce il termine SCOINVOLTO. Ecco. Il termine che mi porto a casa, e che userei ancora. Una sorta di trauma distruttivo e poi costruttivo. Una vera e propria performance estemporanea, ma non nella sua immediatezza, quanto nel vero e proprio carattere atemporale. Internauta in un universo distopico alla Jon Rafman, carico di tribalità, macchine, micro-cibernetica e zolfo, cerco (come se poi fosse possibile) un confronto a fine live con i due elementi scesi dal palco.
In tre minuti Federico si rivela una persona di una positività e di un entusiasmo sovrastante.

Infila tra gli aneddoti di borgata riflessioni su accelerazionismo, burle e bitcoin.

Un live complesso e volutamente tale. Criptico non è solo il carattere della wave che cavalca VIPRA, criptico è diventato un rifugio sicuro, un’arma e una difesa.

Dietro al sospetto che tutta questa inaccessibilità e indecifrabilità siano solo un feticcio da nerd, si sviluppa un concreto senso di appartenenza ad un universo cui di noi, in realtà, non interessa niente se non in misura del nostro coinvolgimento.

Se sei arrivato fin qui ti meriti due parole più concrete.

Il live è una tempesta di blip 2.0, trance, slowstyle, youtube e batucada.
Il disco un delirio febbrile a Moron Mountain.

Continuo ad interrogarmi inutilmente se mi sia veramente piaciuto. Sicuro è che qualcosa, domani, cambiò.

Foto: Andrea Veneri [ig]

Testi: Mattia de Virgiliis [ig]

 

SoundCloud  coucou chloe  VIPRA

 


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