Sono tornati i Diraq: “Turning Days” è il loro nuovo singolo

- gennaio 4, 2019

Si intitola “Turning Days” il singolo estratto dal nuovo disco dei Diraq. La band rompe così un silenzio che, in fatto di nuove uscite, durava ormai da qualche anno e lo fa con il pezzo più radiofonico di questo nuovo lavoro. Il disco si intitolerà Outset”, non ha ancora una data di uscita definita – indicativamente si parla di primavera, estate 2019 – e preannuncia essere ancora più incanalato verso le sonorità desert-rock, blues e soul che la band ha già sperimentato nell’ultimo Ep “Higher Than This”.

Ospite speciale del singolo “Turning Days” è JM, il funambolo di casa JAP Records di cui si è sentito molto parlare negli utlimi anni, e che ha arricchito il brano con parti di voce e chitarra. Oltre a JM sono da annotare nel brano le tastiere di Nicola Peruch (numerose le sue collaborazioni con Zucchero e Ben Harper) e la linea di chitarra baritona registrata da Antonio Gramentieri.

La band spiega il testo della canzone che, a detta di chi scrive «esprime il desiderio di trovare il coraggio di cambiare, abbandonando quelle piccole certezze che inibiscono, a favore del lasciarsi trasportare dagli eventi e dalle nuove possibilità che offre la vita».

Il disco

“Outset, il nuovo album dei Diraq, è stato registrato a Forlì presso lo studio L’amor mio non muore (di Roberto Villa e Alberto Bazzoli). Registrando interamente in analogico, e suonando solo in presa diretta, la band ha cercato di confrontarsi con una sorta di “qui ed ora” musicale. Lo scopo è stato quello di inserire nelle proprie registrazioni quel momento artistico, unico, che si può cogliere solo nell’esecuzione musicale di gruppo.

Al disco hanno partecipato, oltre ai membri della band (Edoardo Commodi, Francesco Mengoni, Federico SereniDaniel Abeysekera), anche musicisti esterni quali Francesco Valtieri (Don Antonio, Sacri Cuori, Hugo Race) al sax baritono, Denis Valentini (Don Antonio, Gem Boy, Cremonini) alle percussioni, Enrico Gardini (Dago Juice), Matteo Bruni (Diraq e Avangrane) alle voci e il già citato Nicola Peruch (Zucchero, Ben Harper, Cremonini) alle tastiere.

In “Outset” si parla di provincia, sogni, speranze, lotte, amicizie fidate, certezze ed incertezze dell’affrontare i tempi che cambiano troppo velocemente. Gli stessi Diraq spiegano che «il disco dipinge una realtà prettamente surreale, dove personaggi e situazioni sono allegorie dei vari connotati della società, rappresentati dai contrasti tra ricchezza e povertà, colore della pelle, intolleranze di genere e un costante desiderio di evasione, o semplicemente di trovare il proprio posto nel mondo.

Alcuni personaggi hanno il cuore arido, generato dalle troppe sofferenze, come in “Inglorious”, dove, nonostante il desiderio di purezza, la violenza è considerata l’atto risolutore. Altri hanno sofferto poco, hanno una corazza troppo debole, a volte la vita li sovrasta e ne sono spaventati, vorrebbero nascondersi tra le vie della città. In quel caso un amico o un fratello maggiore può dare il coraggio di mostrare al mondo chi sei, come in “Show Your Blood”. Alcuni hanno perso le coordinate della propria esistenza, viaggiano in una valle desertica, fra un bar e l’altro, ma all’imbrunire invocano preghiere laiche alla luna per ritrovarsi, come il protagonista di “Pray”.

Nonostante la propria casa sia rassicurante, come narrato in “Sunday Bending”, “Outset” è un invito a mettere i piedi fuori con coraggio e fiducia, per inalare gli odori del mondo».

I Diraq

Sono un gruppo italiano che compone e suona musica inedita. Il taglio stilistico parte da una base rock per poi abbracciare impressioni e sensazioni di immaginari desertici ed esotici, in funzione di un sound di impuro meticciato contemporaneo. Dal 2009, anno di inizio dell’attività musicale, la formazione ha subito diversi cambi di line up; ad oggi si è stabilizzata attorno alle chitarre di Edoardo Commodi, il basso di Francesco Mengoni, le batterie di Federico Sereni e la voce di Daniel Abeysekera.

Nel 2010 i Diraq hanno pubblicato il loro primo lavoro in studio, un EP omonimo di sei tracce a tiratura limitata, volutamente grezzo nei suoni e semplice nella forma, che ha aperto alla band diversi palchi in Umbria e fuori regione. Nel 2012 il gruppo ha la possibilità di registrare il proprio disco di esordio, l’LP autoprodotto dal titolo “Fake Machine”. Registrato presso l’Urban Recording Studio di Perugia e masterizzato al Fake Studio di Frascati di Emiliano Esposti. Nel 2016 la band pubblica un nuovo EP di tre pezzi intitolato “Higher Than This”, registrato e mixato a Rimini, presso il Deck Recording Studio di Gianluca Morelli. L’EP viene ben recensito ed il pezzo “Hound Dog Blues” finisce nella compilation “Pistoia Blues Next Generation Vol. 3”.

Nel 2018 i Diraq entrano in studio per registrare il loro secondo LP, questa volta affiancati dalla produzione artistica di Antonio Gramentieri: musicista, produttore e internazionalista del suono italiano. L’uscita del disco è attesa per la primavera, estate del 2019.

Ascolta “Turning Days”


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