Bordopiscina – My Girl is Retro | RECENSIONE

- Maggio 3, 2018

In una zona dominata da rapper e piccoli nuclei trap si erge un baluardo a difesa dell’indie italiano, genere che sta spopolando in tutta Italia; si tratta di Carlo Cianetti, alias “My girl is retro”. Questo ragazzo di soli 19 anni di Bastia Umbra mostra una maturità incredibile nel saper comporre canzoni e nel trattare temi attuali e difficili, riuscendo a immedesimarsi e a condividere i disagi e le paure di una generazione (elencati tutti nella canzone “I muri”) che ha ormai perso la bussola, ma che nonostante ciò riesce comunque ad ottenere qualcosa di buono.

Con una voce che riprende molto dagli artisti dell’indie/itpop italiano (Calcutta con il suo stile svogliato, Generic Animal con la sua voce strascicata, Wrongonyou con la sua vivacità) Carlo ci porta con il suo primo EP “Bordopiscina” in un luogo dove ci sta chi ha paura dell’acqua, chi guarda gli altri nuotare, chi preferisce farlo di notte senza nessun altro. In questo EP di 5 brani troviamo tutta la solitudine interiore di chi mostra un atteggiamento solo in apparenza socievole ed estroverso nel tentativo di entrare in un mondo non suo, dominato da falsi ideali e ipocrisie, anche provando ad essere Dio, ma in fondo è rassegnato al fatto che non potrà mai inserirsi ed essere accettato del tutto e lascia venire a galla tutto l’egoismo e la falsità di una società dalla quale veniamo continuamente rifiutati (Il giorno che ho provato ad essere Dio / ho fatto un casino bestiale / perché più provavo a dare il sole / e più li sentivo bestemmiare).

Canzoni malinconiche, nostalgiche, tristi, in cui compaiono riferimenti religiosi (ma dimmi una parola / e io sarò salvato) e spezzoni di dialoghi tratti da diversi film (Oceano, Gli aerei, Non è facile andare al mare il 15 di Agosto), che però non ci abbandonano a noi stessi, ma ci consolano e confortano e vogliono farci sapere che la libertà è stare soli e che alla fine si fa il callo a tutto, al male, alla solitudine, mostrando anche indifferenza per l’esterno e un senso di soddisfazione per la propria situazione (se questo è il buio / allora io mi stendo qua). Da evidenziare anche l’uso del synth che impreziosisce le tracce dell’EP e trascina l’ascoltatore più a fondo nel coinvolgimento emotivo. Insomma, se questo è solo il primo passo, Carlo è un ragazzo da tenere d’occhio.

 


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