Capri Rendez-Vous: l’amore secondo Liberato

- Maggio 11, 2019

Mentre mi stavo accingendo ad andare a letto (poiché è vero che è Maggio/evviva la primavera/non si fa niente ma gli esami ci sono comunque e devo studiare) quella simpatica app di Youtube mi manda la notifica che Liberato ha pubblicato 5 nuovi video.

Curiosando anche su Spotify, vedo che è nato un nuovo album: si tratta dei 6 brani che l’artista napoletano ha fatto uscire durante gli ultimi due anni (Nove Maggio, Into Street, Tu t’é scurdat’ ’e me, Je Te Vojo Bene Assaje, Me Staje Appennenn’ Amò, Gaiola) più 5 novità (Oi Marì, Tu Me Faje Uscì Pazz, Guagliò, Nunn’a voglio ‘ncuntrà, Niente).

Ormai tutti si erano rassegnati al fatto che Liberato non avrebbe pubblicato niente durante il suo giorno, il 9 Maggio, invece ecco che alle 23:59 ci ritroviamo tutta questa roba nuova. Dopo una minima esitazione dovuta alla stanchezza, ho deciso comunque di guardare tutti i 5 video rimandando così l’agognato riposo. E, con le occhiaie ormai diventate enormi, devo dire che non mi sono pentito affatto. Questi brevi videoclip musicali (sempre diretti da Francesco Lettieri) compongono un piccolo film di rara bellezza, dove si narra la storia d’amore tra un’attrice francese della Novelle Vague e uno scugnizzo del luogo, tutto ambientato a Capri.

Si parte con Guagliò, dove un ritmo dal fondo oscuro e trascinante ci porta su un set cinematografico nella Capri anni ’60. Si percepisce già lo stile musicale dominante che ci accompagnerà in tutti i successivi video: una prorompente parte dance con una leggera componente reggaeton, che, sono sicuro, ritroveremo in molte discoteche quest’estate. Insomma, non c’è un grande cambiamento dal punto di vista musicale, ma i brani sono notevoli e contribuiscono a farti immedesimare nella narrazione. Dopo che la giovane attrice francese Marie è salita sulla barca del ragazzo del luogo Carmine per essere portata all’albergo, ci troviamo di fronte ai faraglioni, gioiello roccioso della piccola isola, accompagnati da Oi Marì, il secondo brano. Di fronte alle incessanti richieste dell’attrice, il ragazzo alla fine cede e ferma la barca per ammirare il panorama. La giovane però si tuffa, e, una volta riportata nell’imbarcazione grazie all’intervento di Carmine, fra i due scoppia l’amore e cominciano a baciarsi. Il tema prevalente di questi due brani è la lontananza; troviamo infatti un cantautore nostalgico, che muore senza il proprio amore.

Ci troviamo poi catapultati nel 1975 con Nunn’a voglio ‘ncuntra: il tempo è passato, siamo ancora a Capri e, durante una festa, Carmine incontra Marie, ormai preda dello star system hollywoodiano, incapace anche solo di guardare il ragazzo. Qua il testo sembra contraddirsi: sebbene all’inizio si capisca che il nostro Carmine non voglia proprio incontrare Marie, anzi l’accusa di avergli rovinato la serata, troviamo poi una frase che ci colpisce: sta’ semp’ chiuvenn si nun ce staje tu. E proprio questa mancanza, questo desiderio di rivederla trova il proprio spazio nel brano succesivo, Tu Me Faje Uscì Pazz: è trascorso un altro decennio, ormai carabiniere con moglie e figlio, Carmine incontra nuovamente Marie, ubriaca in un bar, e, dopo averla accompagnata a casa, fanno l’amore. Ma che carini. Peccato che, nell’ultimo video Niente l’ex-attrice francese torna a Capri per il funerale di un regista e coglie l’occasione per visitare la tomba di Carmine. Insomma una storia d’amore maledetta, ma bisogna riconoscere la complessità e la bellezza di una sequenza di video capace di farti emozionare e commuovere.

Grazie a questo mini-film, infatti, abbiamo capito quanto poco possa interessarci dell’identità di Liberato: al di là di chi ci sia dietro quel cappuccio, non possiamo che tessere le lodi a tutte le persone che sono dietro a questo incredibile progetto, da chi presta la voce a chi gli organizza i concerti, da chi fa le basi a chi è in grado di realizzare questi video stupendi.


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background