Aspettando “Afrodite” il nuovo album di Dimartino

- gennaio 3, 2019

Niente di nuovo, qui c’è solo un ragazzo che diventa uomo

Cari lettori, amici di Radio Cult, se ben ricordate avevamo già avuto modo di parlare del palermitano Dimartino, della sua musica e del suo “piccolo mondo antico”. Possiamo dire infatti che in questi mesi, ascoltando i suoi brani di repertorio come “Poster di famiglia”, “Maledetto autunno” o singoli estratti dall’ultimo album come “La foresta” o “Case stregate” siamo rimasti in attesa del suono nuovo lavoro con “La Lune e il Falò” tra le mani.

Citando il noto romanzo di Cesare Pavese, Dimartino in “Un Paese Ci Vuole” (uscito nel 2015 per Piciccia Records) aveva voluto approfondire l’importanza del concetto di paese come luogo familiare e rassicurante, da conservarsi nella natura stessa dell’essere umano e della sua memoria.

Se nel precedente lavoro Dimartino aveva quindi saputo dare alla sua musica un tema centrale, di interesse sociale e collettivo, oggi, come si evince dall’ascolto dei due suoi nuovi singoli (“Cuoreintero” e “Feste Comandate”) sembrerebbe essere mosso alla cura delle più personali e intime solitudini. Il neorealismo feroce e crudo sembrerebbe lasciare il posto ad un intimo romanticismo emotivo, tutto teso alla scoperta e alla rivelazione.

Armato di penna, musica e della sua personale esperienza, Dimartino tornerà con il nuovo album “Afrodite” (per 42 Records in collaborazione con Piciccia Records) tra poche settimane, esattamente il 25 gennaio e con un tour per l’Italia a partire da febbraio.

Un album che si preannuncia “mitologicamente” fuori dalla leggenda. Infatti, partendo dal primo singolo uscito a dicembre, “Cuoreintero”, sentiamo la voce squillante di Antonio Di Martino cantare di un’evoluzione conclusasi e di un nuovo inizio:

“Niente di nuovo/ Qui c’è solo un ragazzo che diventa uomo/ Un albero che trema/ Un fiume che diventa oceano/ Niente di serio/ Ho solo buttato i miei vestiti nel fuoco/ e ho bevuto sotto questo cielo.” (da “Cuoreintero”)

Un ritmo incalzante, una chitarra elettrica melodiosa e vagamente retrò in alcuni accordi (reminiscenza “battistiana” de “Il veliero”?) perfetta per la lirica liberatoria e positiva. In “Cuoreintero” i mille pezzi del ritornello non sono altro che frammenti di anima persa nell’oblio del vissuto, quelle piccole rotture interiori che nel caos della perdita e dello smarrimento riescono comunque a ricomporsi, a rigenerarsi, e questo proprio grazie all’interezza del “mitico” organo pulsante che veicola, che guida. Con una scrittura inaspettatamente semplice e diretta, questo brano porta il suo messaggio direttamente all’orecchio di chi l’ascolta, sicuramente il giusto incipit per un album.

Per quanto riguarda “Feste Comandate”, secondo singolo uscito il 24 dicembre, l’atmosfera cambia radicalmente e si fa più profonda e soffusa. Un brano fortemente evocativo, carico di significato, piccolo pacchetto regalo prezioso ed inaspettato dove la scrittura torna ad essere ricca e melodiosa e le strofe quasi sussurrate, narrano in crescendo l’emotività dei cambiamenti e delle nuove scoperte, tra tutte, quella di essere genitore. Si perché “Feste Comandate”, come lo stesso Dimartino scrive sui social, ha acquistato un senso grazie alla nascita della figlia Ninalou.

“E arriva un altro diverso da noi due/ Un altro passeggero con il suo bagaglio leggero/ E ci porta pioggia tra le mani, tempeste colorate/ Io tutto questo amore sono sincero, no/ Io non l’avevo previsto, no/ Non l’avevo previsto/ Feste comandate, sguardi senza tempo/ Io tutta questa luce sono sincero, no/ Io non l’avevo mai vista, no/ Non l’avevo mai vista.” (da “Feste Comandate”)

La chitarra appena pizzicata e il pianoforte accompagnano dolcemente, per tutta la durata del brano versi di puro amore e di ingenua sorpresa difronte alla profondità dei legami.

Un Album, “Afrodite”, che si presenta come vero inno alla bellezza intimamente intesa. La bellezza ritrovata, quella scoperta e quella del tutto nuova dei sentimenti, degli affetti, degli errori e della rinascita di cui lo stesso autore è il custode.

Rimaniamo allora in attesa di questo 25 gennaio che, come detto sopra, è il giorno in cui il nuovo disco di Dimartino verrà lasciato alle orecchie del grande pubblico. Un disco che ci lascia ben sperare e che non vediamo l’ora di poter commentare insieme a voi.

Visita la sezione recensioni del Magazine di Radio Cult o leggi altri bellissimi articoli della nostra Costanza Ambrosi.


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