Fears, o meglio: la forza salvifica della musica

- Gennaio 9, 2019

Oggi per voi amici di Radio Cult una storia diversa e malinconica. Cercheremo di raccontarvi di una cantautrice di Dublino dalla dolce e flebile voce, che ha fatto delle sue paure un progetto musicale chiamato Fears.

Fears, infatti, è Constance Keane, irlandese di nascita, dal passato un po’ cupo, difficile, potremmo dire fragile: proprio come la sua anima. Fin dall’età di sedici anni Constance ha dovuto combattere contro se stessa per conoscersi e per crescere. In piena adolescenza inizia a soffrire di attacchi d’ansia, manifestazioni così forti di malessere e tristezza da bloccare il respiro e ogni pensiero.

Negli anni riesce a gestire il suo problema monitorandolo costantemente attraverso sedute psichiatriche e percorsi psicoterapeutici, ma nell’autunno del 2017 qualcosa si rompe e la frattura si dipana così velocemente nella sua mente da portarla, deliberatamente, a tentare il suicidio.

Tutte le paure e i mostruosi mali che l’affliggevano sembravano risolvibili unicamente con quell’ultimo, terribile gesto. Fortunatamente l’epilogo è stato del tutto diverso e Constance ha avuto la possibilità di ricominciare, raccontando nella sua musica proprio questo trascorso.

Nelle vesti di Fears, Constance, racconta della sua permanenza in clinica riabilitativa e dell’impatto sorprendentemente positivo che quei mesi hanno avuto su di lei, come in “h_always”, singolo uscito nell’aprile del 2018. All’interno del St Patrick’s Mental Health Services di Dublino, nell’aula di musica della struttura, Fears è riuscita ad esplorare la sua personalissima creatività e, attraverso questa, a sconfiggere le paure e i mali che l’affliggevano.

Il brano “h_always” rappresenta un viaggio musicale introspettivo, riflessivo e sognante. Un dream-pop acustico, che all’ascolto sembra guidare la nostra mente nelle profondità del subconscio, quasi a suggerire l’analisi, l’esegesi di quello che di difficile e contorto abbiamo dentro; come se in realtà, lo scopo di questa ipnotica melodia fosse dipanare gli oscuri e dimenticati grovigli emotivi di ciascuno, per liberarli una volta per tutte, per trasformarli in musica.

Per Fears, la musica è salvezza, serenità. I suoi brani sono storie d’esperienza che invitano alla riflessione e suggeriscono l’introspezione.

“Blood” e “Priorities” sono gli altri due brani che fanno da perfetto sottofondo al personalissimo viaggio musicale di Fears. In questi pezzi l’acustica elettronica si fonde magistralmente dalle dolci corde vocali della Keane che, artificiosamente, sembra arrivare alle nostre orecchie da lontano, come una voce narrante.

In “Blood” l’atmosfera è cupa, quasi mistica: il pianoforte, i bassi e le percussioni nell’insieme richiamano nostalgicamente la new wave dei rimpianti anni ’80 e solo alla fine il ritmo aumenta accelerando, e placidamente la melodia si fa quasi rassicurante.

“Priorities” è ritmicamente più vario invece, come se fossimo nel bel mezzo di una qualche rito tribale, la voce di Constance guida noi spettatori. La melodia, tra bassi, tamburi e sonorità elettroniche, è scandita con precisione, e coinvolge sensorialmente non solo l’udito.

Ecco la forza di questo progetto, di queste intime note silenziose (scusate l’ossimoro ma provate per credere!) fortemente evocative e sorprendentemente introspettive.

In uno stato di profonda vulnerabilità la giovane Constance ha saputo trovare la forza necessaria a rinascere dalla sua stessa passione e dalle sue stesse paure, riuscendo a sconfiggere le tenebre e gli spettri più profondi. Non a caso la scelta del moniker “Fears” come alter ego musicale, a sottolineare forse l’equilibrio riacquistato o la precaria stabilità di ciascuno nella vita, tra gioia e dolore, tra follia e rettitudine.

Fears da prova di come la mente, da causa del nostro male, possa passare ad essere, attraverso la giusta presa di coscienza, la nostra salvezza.

Leggi altre storie e recensioni dai nostri archivi, o dai uno sguardo ai tanti articoli scritti per il Magazine di Radio Cult da Costanza Ambrosi.

 


Commenti

Lascia un commento

La tua mail non sarà visibile. I campi contrassegnati sono obbligatori *


Radio Cult

Background