Jack White se ne esce dalla caverna

- aprile 6, 2018

Jack White se ne esce dalla caverna col suo nuovo disco “Boarding House Reach”, chiaramente autoprodotto e autosuonato.
Da quando The White Stripes non si vedono più in giro (era il 2007, ci credete?), JW ha guidato svariati progetti collaterali trovando alterne fortune con Dead Weather e Raconteurs, per poi concentrarsi sul pubblicare dischi a suo nome (che poi non è il suo, ma questa è un’altra storia).

Per i due precedenti dischi solisti, JW aveva scelto un sound più legato alle radici, una specie di soul bianco sporcato di chitarre elettriche. Effettivamente, questa scelta aveva avuto la conseguenza di creare due dischi un po’ fotocopia: Blunderbuss, 2012, grande successo, e Lazaretto, 2014, che aveva un gran singolone a trainare (ma poco di più).
Nel 2018 questo nuovo disco inizia con “Connected by Love” una canzone che rispecchia un po’ noiosamente il sound dei precedenti dischi. Fortunatamente, il buon Jack si smentisce subito e ciò che ne segue sono una sfilza di canzoni stracondite di suoni strambi e oddities , con inserzioni di parlato, gospel e synthoni a strafare.  Insomma un disco che solo chi ha il nome e la possibilità di autoprodursi può mettere su.

Dato che una caratteristica di JW è quello di non far uscire dischi “rotondi”, ma di mantenere sempre la forma canzone a scandire il tempo del disco, mi risulta abbastanza facile fare una classificazione tassonomica dei pezzi, nella maniera seguente:

PEZZI JW CLASSICI/SFONDONI DA RADIO/DA METTERE ALLE FESTE:
Connected by love
Over and Over and Over

BALLATE STRAPPACUORE/PEZZI LENTI:
Humoresque
What’s Done Is Done
Ezmerelda Steals the Show

PEZZI CHE PER CUI VALE LA PENA ASCOLTARE IL DISCO:
Why Walk a Dog?
Corporation
Hypermisophoniac
Ice Station Zebra
Everything You’ve Ever Learned
Respect Commander
Get in the Mind Shaft

SERMONI A CASO:
Abulia and Akrasia

 

In definitiva, questo disco non farà risorgere il rock, ma ci permette di dire che Jack White è davvero “un artista eclettico”.

 


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