Deluderti – Maria Antonietta | RECENSIONE

- aprile 19, 2018

Dopo 4 anni di attesa, finalmente è uscito il nuovo album della giovane che nel 2010 voleva succhiare il nostro sangue. Ovviamente quella ragazza non c’è più (come naturale), ma si è tramutata in una donna matura e sicura dei propri mezzi, capace sempre di trattare con pungente ironia temi molto delicati e di farci riflettere sopra, regalandoci sorrisi divisi tra felicità e rassegnazione.

La rabbia che caratterizzava i primi album, infatti, è stata incanalata verso una nuova forma di espressione, fatta di ritmi pop e chitarre acustiche che non mancano mai di centrare l’obbiettivo del proprio odio; se la delusione è la superficie che emerge dal disco, sotto di essa c’è un substrato di rancore e di irritazione, come a voler indicare una tentata ribellione verso atteggiamenti stupidi e insolenti, ma sempre fallita perché così è il mondo.

Ma Letizia non si arrende facilmente, anzi, di fronte a una triste realtà preferisce darsi all’ironia e allo scherno, senza lasciarsi andare a inutili arrabbiature. Dunque l’album si presenta come un mix tra collera e resa, oscillante tra espressioni come non ti ascolto quando parli quindi resta zitta (Pesci) a ben altre le mie aspettative circa questa esistenza (Stomaco), da quando finirete di esistere niente mi confonderà (Cara) a me ne resto in disparte perché questa è la parte che preferisco (Vergine).

Sicuramente si sente l’influenza del produttore, nonché fidanzato, Giovanni Imparato alias Colombre (anche lui capace di covare ed esprimere rabbia sotto un’apparente serenità, con un tono quieto e pacato), e il trasloco in una casa immersa nella tranquillità della campagna, lontana dal rumore della città.

Ma l’artista almeno in un punto fallisce: se l’intenzione era deludere le nostre aspettative, non c’è proprio riuscita.


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