Massimo Volume – Il Nuotatore

- Febbraio 5, 2019

C’è questo onirico racconto breve di John Cheever che si intitola “Il nuotatore”, è uno dei racconti più originali e significativi della produzione dello scrittore americano e sa di cloro, Martini e media borghesia americana. In questo racconto viene narrata la storia di un uomo in piena crisi di mezza età che decide di tornare a casa a nuoto, attraversando le piscine dei suoi vicini di casa. La storia si dipana armoniosamente, una bracciata per volta, per svelare infine le reali intenzioni del protagonista, in una critica razionale e spietata alla superficialità dei rapporti nella moderna società, dove la vita viene paragonata a una lunga e faticosa nuotata.

Il nuotatore è anche il titolo dell’ultimo disco dei Massimo Volume e parte proprio da qui, da questo racconto. A sei anni di distanza da Aspettando i barbari la band resta fedele a se stessa e permeabile ai mutamenti di un’Italia cambiata, condensandosi per la prima volta in un trio composto dal nucleo storico della band (Emidio Clementi, Egle Sommacal e Vittoria Burattini). Nessun singolo ad anticipare l’uscita ma nove tracce, nove storie che arrivano il primo di febbraio a render mestamente poetico il nostro inverno.

L’album scava nell’essenza del suono, in un mix avvolgente di voce, basso, batteria e chitarra (al bando tastiere e sintetizzatori); i testi raccontano storie complesse e rendono il disco un’esperienza intensa e mai banale (a tratti quasi un audiolibro struggente), in un perenne equilibrio tra il desiderio e la paura del desiderio. L’essenza del disco è nella sua copertina (realizzata da Luciano Lenotti, artwork di Marcello Petruzzi) che ritrae una folla di solitudini ben assortite, storie di vite stese al sole e abilmente scollegate dalla realtà circostante.

“Scusami amore, ma lo sai, non sono io/ Il tipo di uomo che studia la strada/ Prima di mettersi in cammino”, parte così “Una voce a Orlando”, la prima traccia del disco. Il riff scolpito da Sommacal è trascinante, l’ispirazione per il brano arriva dalla strage avvenuta nell’omonima città della Florida nel 2016. “La ditta dell’acqua minerale” (“Tornerai domani da chi ti ha reso povero/ Gli chiederai un posto da contabile/ Nella fabbrica in cui fino a ieri sei stato socio”) e “Il nuotatore” (“Ma poi si è alzato il vento/ E quello che non osavo scoprire/ Ho scoperto che era peggio di quello che temevo”)narrano le storie di uomini sconfitti, di borghesia e omologazione.

È poi la volta di “Amica prudenza” (“E ho imparato a naufragare senza perdermi nel mare/ E ho scoperto che può affogare anche chi rinuncia a navigare”), “Nostra signora del caso” (“a volte il mondo inganna/ Finge di proteggerti per poi ucciderti”), “L’Ultima notte del mondo” (“Il peccato di colpo mi annoia/ Peggio dei movimenti in borsa/ O delle grigliate all’aperto”) e “Fred”, in cui Clementi passeggia di notte per le vie di Venezia in compagnia di Nietzsche.

L’album si conclude con “Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo”, la storia del generale José Sanjurjo messa a confronto con le raccomandazioni di una madre, e “Vedremo domani” (“Domani sapremo, ne sono quasi sicuro/ Se poi sarà troppo dura per noi incolperemo qualcuno”).

Il nuotatore è la sintesi perfetta tra il repertorio degli anni ’90 e i lavori più recenti della band. Un disco appassionato, perfetto nei dettagli, da ascoltare dall’inizio alla fine senza interruzioni, col cuore.

TRACKLIST

01. Una voce a orlando – (04:04)
02. La ditta dell’acqua minerale – (03:21)
03. Amica prudenza – (04:03)
04. Il nuotatore – (03:37)
05. Nostra signora del caso – (04:26)
06. L’ultima notte del mondo – (03:20)
07. Fred – (05:13)
08. Mia madre e la morte del gen. José Sanjurjo – (03:32)
09. Vedremo domani – (04:30)

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