Precipitazioni – CRLN | RECENSIONE

- aprile 8, 2018

Un velo di malinconia e tristezza si stende sul primo album di CRLN (si scrive CRLN, si legge Caroline); la ragazza di S. Benedetto del Tronto vede il mondo attraverso un filtro “blu”,dominato da tinte scure e fosche, dove a volte trapela la luce.

D’altronde, già dall’inizio dell’album la cantante ci avverte: sono previste precipitazioni sull’epidermide del mio volto. Ed è proprio da qui che parte un fiume di desolazione narrato perfettamente dalla voce pacata e tranquilla della cantautrice, che si culla beatamente tra una parte elettronica (curata da Macro Macro e Gheesa), che rimanda agli XX e ai Joy Division, e una struttura pop regolare che invece si rifà alla più recente produzione cantautorale italiana (Levante).

Infine, le precipitazioni arrivano, e una ormai rassegnata voce ci annuncia che c’è sempre un buon motivo per stare da schifo. Ma non troviamo solo sconforto; tutto l’album è pervaso da un’atmosfera di compassione, come se Carolina volesse renderci partecipi del suo dolore e spingerci ad andare avanti nonostante tutto, stringendoci in un’abbraccio consolatorio (ce la farò a tornare a casa è l’annuncio presente sull’ultimo brano).

Un’ottimo album di debutto, non necessariamente adatto per deprimersi ma piuttosto per avvertirci che i periodi bui nella vita ci sono per tutti; affrontandoli, sapremo riconoscere la loro utilità.

 


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