ROCKSTAR – SFERA EBBASTA | RECENSIONE

- marzo 31, 2018

Da dove tutto è nato, ora tutto continua.

È innegabile, Sfera Ebbasta è la punta del diamante trap italiano, ormai sempre meno grezzo di quanti molti possano pensare.

Torniamo a soli due anni fa con il suo self titled del 2016, con Fiori del Male o al 2015 con XDVR e Panette, già potevano udirsi le voci nell’aria di chi, come Chief Keef e Gucci Mane in America con i primi video con mega Lambo, Kalashnikov, chili d’erba e lati b al cioccolato, in Italia era il primo a capire come cavalcare quest’onda trap portando la nostra attenzione su xanax, soldi, lean e tanto amore per il quartiere e per la mamma, Sfera Ebbasta è colui che porta avanti la nuova e ormai variegata catena trap (e ormai anche Rap) Italiana, che vi piaccia o no (compresi voi della golden, cresciuti come me con SxM e gli svarioni di Grufetti).

Come due anni fa c’era stupore per il secondo artista italiano ad uscire per Def Jam, anche quest’anno c’è da stupirsi per le scelte dei suoi featuring, portando in Italia il più che noto membro del “trap trio” più famoso d’America, si, proprio Quavo dei Migos, con la traccia Cupido.

Anche le collabo nostrane non sono indifferenti con la traccia Sciroppo insieme a DrefGold, all’anagrafe Elia Specolizzi, il giovanissimo talentuoso di Bolo, che partendo da YouTube con Kanaglia, prodotta da Daves the Kid, e il suo milione di visual ora è già al suo primo Studio Album a soli 20 anni (e tu?).  Ma dal 2016 ad oggi cosa è cambiato vi chiederete? Sostanzialmente tutto, da un Charlie Charles sempre molto presente nel progetto ma senza quel minimo di funk o R&B caratterizzanti un tempo dell’Hip – Hop, ora quasi totalmente assenti, sembra quasi stia giocando al game boy, il risultato sono però beats leggeri, semplici e freschi, dalla prima traccia Rockstar si direbbe quasi tropicali, anche se questo lascia un po’ a desiderare sull’origine più underground della trap.
Arriviamo poi a Sfera che lascia alle spalle l’amore per Ciny, per la gang, l’odio per gli sbirri e gli struggle della vita nel blocco, ma se la canta e se la suona, come anche l’album, come uno che ce l’ha fatta per davvero (XDVR , CVD).

Ora dobbiamo chiudere il cerchio sennò questa roba è troppo lunga.

Sfera Ebbasta, che i più attenti e oggettivi chiameranno sempre Sfera e Charlie, è riuscito in passato a catturare l’attenzione di orecchie, a dir la mia, più mature, tutte le orecchie di coloro che all’affermazione “la musica italiana fa schifo”, hanno ancora molto da ridire, anche le orecchie dei più cocciuti estimatori oramai, a volte rallentatori di un progresso che diciamolo, non deve chiedere permesso o spazio a nessuno, arriva e basta, come è sempre stato in fondo per la scena rap e HH italiana, sempre imitatrice e al seguito di quella americana, si ragazzi, Neffa Deda e cricca non hanno creato nulla di nuovo, perdevano i pomeriggi  in stanza ad ascoltare Group Home, GZA e MF Doom, così come noi, più giovani, abbiamo fatto dopo. Critiche a parte, le ritmiche trap ora possiamo sentirle quasi ovunque, in radio e su yt, ma grazie a Sfera, soprattutto in Italy. Il nostro Jonatah dunque non fa altro che aggiungere un altro album, piacevole quasi quanto i precedenti, alla libreria ITunes di ogni ragazzino, che ora può urlare “skrrrttrt” ai suoi gregari non appena 20 Collane parte in macchina.

Tuttavia i primi lavori rimangono più degni di nota, per un pubblico più attento a piccoli dettagli e amante di uno stile più di strada, forse più grezzo e cafone, che tanto ci piace, almeno a me.

A chi non piace sentire o leggere, qui c’è la situazione con un paio di numeri :

  • Produzioni: 2.5/5
  • Eskereeeeee Lvl: 4/5
  • Testi /tematiche: 3/5

Voto complessivo : 3.5 kappa di album su 5

 


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