“The bench” il nuovo Ep delle Violet Ghost

- Febbraio 14, 2019

Una ventata d’aria fresca è arrivata a Perugia e soffia direttamente dalle ragazze del duo Violet Ghost (Elisabetta Caprini e Lucia Mariani) con il loro primo Ep intitolato The bench. Il disco – uscito l’11 febbraio – è stato registrato presso il Jap-Perù di Perugia da Riccardo Tesorini ed è stato masterizzato e mixato al Suba Studio di Spello da Giulio Catarinelli.

Era da tempo che non si sentiva un po’ di buon folk dalle nostre parti, una miscela di influenze musicali che rimandano soprattutto ai Bright Eyes e ai The Lumineers. Il primo lavoro di questo duo femminile ci porta direttamente nelle enormi valli solitarie americane, un territorio che da sempre è simbolo di perdizione e di riflessione.

Di fronte all’immensità di questi luoghi, siamo portati ad un’analisi interiore che provoca in noi flussi di emozioni contrastanti: si passa da un’aspra malinconia (spalmata quasi su tutto il disco) a piccoli sprazzi di speranza che tentano di rendere il tutto meno amaro. Sembra proprio di essere all’interno del film “Into the Wild”, la cui colonna sonora (magnifica) risuona come una sorta di eco all’interno dell’intero Ep.

Sebbene i nostri pensieri possono portarci anche dall’altra parte dell’Oceano, il tutto parte da una panchina (il titolo dell’Ep è appunto The Bench) di fronte ad un Lago Trasimeno che brucia dei colori infuocati dal tramonto. Un tramonto che porta calma e quiete, spingendoci a prendere una chitarra acustica per liberarci di tutto quello che abbiamo dentro, svuotarci completamente come se fossimo stati riempiti abbastanza da tutte le ansie e le angosce che possono accompagnarci durante la vita di ogni giorno.

Un vortice di sensazioni che passa da una leggera speranza riguardante il tempo che scorre ed è in grado di guarire le ferite (“waiting for time to go by and mend”) fino alla realizzazione che anche il dolore, aiutandoci sempre, riesce a farci rinascere (“I need your power to tear me down and then let me shine again”). Un disco semplice, innocente, ma anche diretto, che colpisce per la sua sincerità. Infatti sono pochi gli strumenti utilizzati per provare a comunicare tutto l’arcobaleno di sensazioni che queste canzoni possono dare: chitarra, armonica, piano e organo sono gli unici compagni che aiutano a orientarci in questo mondo “bucolico”.

Ad accompagnare le Violet Ghost ci sono anche altri musicisti che hanno prestato il loro contributo: Diego Mariani (batteria su “The Bench”), Alessia Antonelli ( basso e voce su “Under a sky full of stars”) e Andrea Spigarelli (batteria e percussioni su “Why” e “Come in, pain”).

Una sorta di ritorno alle origini che non fa male, soprattutto in un periodo in cui si cerca sempre di arricchire il proprio bagaglio musicale  con diversi generi, spesso creando una miscela senza senso (non sempre). Insomma un ottimo disco da ascoltare da soli, magari sdraiati sul letto mentre si cerca in qualche modo di staccare dalle preoccupazioni e dai problemi che ci assillano, guidati dalle stupende voci di Lucia ed Elisabetta capaci di creare insieme armonie fresche ed evocative.

Tracklist

1. The bench
2. Why
3. Deep Sea
4. Under a sky full of stars
5. Come in, pain

Visita la sezione recensioni del Magazine di Radio Cult, o leggi altri articoli di Roberto Bondi.


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