VIVERE O MORIRE – MOTTA | RECENSIONE

- aprile 30, 2018

Niente raga, ormai lo abbiamo perso. Motta si è ufficialmente innamorato e ha smesso di essere il cattivo ragazzo dei Criminal Jokers che ci piaceva così tanto. O magari non lo è mai stato e solo ora ci fa vedere quale vero romantico è.

“Vivere o Morire” è senza ombra di dubbio un bell’album, impegnativo, pieno, emotivo ed emozionale. Parla di sentimenti ed ai sentimenti, ed è per questo che, al secondo ascolto, ho avuto il naturale istinto di rannicchiarmi in un angolo buio a piangere in compagnia di una bottiglia del buon vecchio Jack.

Se seguite Motta da tempo e avete vissuto la sua evoluzione musicale (e personale, le cose vanno di pari passo), questo disco non può che suscitarvi sentimenti contrapposti. Da un lato questa linea più melodica, sia a livello musicale (la batteria sparisce, ahimè, quasi del tutto e lascia il posto a poche percussioni) che testuale, è sicuramente apprezzabile a livello discografico e radiofonico; d’altra parte però viene a mancare la potenza che era dei Criminal Jokers prima e del Motta de “La fine dei vent’anni” poi. L’album è essenzialmente un viaggio verso la piena consapevolezza della maturità di cui si parlava già nel primo album solista. “La fine dei vent’anni è un pò come essere in ritardo”, cantava Motta, raccontando quel periodo della vita in cui si chiude una fase, quando si è ancora troppo giovani per fare le cose da adulti, ma già troppo adulti per comportarsi come ragazzini. Un periodo di transizione in cui non ci si sente ancora pronti a “lasciare tutto e godersi l’inganno”, e questa consapevolezza la raggiunge ora, lasciandosi alle spalle il passato per guardare al futuro e far vedere “quello che siamo diventati”. Motta si mostra al mondo, ma in modo diverso rispetto al passato. Resta il desiderio impellente di far sentire la propria voce, ma mentre con il primo album c’era la necessità di urlarlo a forza di calci e pugni, con “Vivere o Morire” lo fa mostrandosi in tutta la sua fragilità. Ne è l’esempio lampante il pezzo di chiusura “Mi parli di te”: una lettera scritta al padre in cui alla fine i ruoli si invertono e “adesso faccio il mostro e tu il bambino”.
L’intero album è una grande opera di autoanalisi che l’artista compie su di sé. I vent’anni sono finiti e si trova in un mare di scelte da compiere e bivi da affrontare, senza mezze misure, senza mezzi termini, solo lui e la decisione se “Vivere o Morire”.
L’unica incognita resta scoprire come si comporterà durante il live.

“Vivere o Morire” è il secondo album in studio da solista di Francesco Motta, uscito in streaming per la Sugar il 6 aprile 2018, anticipato da due singoli pubblicati online nelle settimane precedenti: “Ed è quasi come essere felici” (il 26 gennaio 2018) e “La nostra ultima canzone” (il 6 marzo 2018).

26 maggio ATLANTICO Roma
28 maggio ESTRAGON Bologna
29 maggio OBIHALL Firenze
31 maggio ALCATRAZ Milano
10 luglio FLOWERS FESTIVAL Collegno (TO)
11 luglio TERRASOUND Pescara
14 luglio ABBABULA Festival Sassari
20 luglio GOA BOA Genova
13 agosto SZIGET FESTIVAL Budapest
30 agosto SFERISTERIO Macerata

 


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