Wallnutz EP – Triplavvù | RECENSIONE

- maggio 8, 2018

Non mi perdonerò mai di non essere andato a vedere i Rage Against the Machine a Modena nel 2008. Non ancora diciottenne, non avevo una macchina né un appoggio per dormire lì, ed era pure infrasettimanale (quindi scuola l’indomani): ma era un’occasione unica e, avrei scoperto poi, irripetibile. I RATM si sarebbero di nuovo sciolti di lì a poco, e la possibilità di vederli in concerto sfumò.

Che c’entra tutto questo con i Triplavvù? Il fatto è che questi giovinotti di Magione mi ricordano molto i guerrieri di Los Angeles, perpetrando entrambi la nobile arte del crossover, ovvero la commistione di generi musicali differenti, sempre fondamentale per la sperimentazione e creazione di nuove sonorità.

Ma non chiedetemi di cosa si tratti nello specifico. Rap metal? Rapcore? Nu Metal? Il sound dei Triplavvù si avvicina molto a tutti questi. Tutta roba molto anni ’90/inizio 2000, e in effetti chi si mette più a suonare certe cose? Loro ci provano e ci riescono. E tornano ora con un nuovo EP devastante (chi non ci crede, venga ai loro concerti e vedrà se riesce a tornare a casa con tutte le ossa intatte).

La precedente uscita discografica – il full album RABBIA LIBERA – risale al 2014 e li vedeva impegnati in otto pezzi buoni ma ancora leggermente acerbi, figli della giovane età della band.

L’ultimo EP – WALLNUTZ, registrato da Jap Record Studio e uscito a Marzo 2018, arriva dopo un periodo travagliato per i Nostri. I vari cambi di formazione hanno ricombinato ma non sconvolto l’identità della band, che ora vede l’introduzione di un DJ (novità molto gradita) e di un nuovo bassista.

Il filo conduttore è comunque sempre ben riconoscibile: riffoni mastodontici, rabbia vocale e sonora, testi che sputano su tutto e tutti. Vi ricorda qualcuno?

La sensazione è che tutto ora sia molto più convincente. “Suoni pesanti, poca melodia, ritmo ed energia”, per dirla con le loro parole: cinque pezzi monolitici senza soluzione di continuità, da sparare a volume altissimo per la felicità dei vostri vicini di casa.

Le tracce:

Lou-Hi Jii va a Cannes (la più rappresentativa del loro sound)

Scivolami (la più innovativa, tra scratch, partenza morbida e tanto inglese)

Slalom (la più alternative rock)

Scusa! (il singolone)

Provaci (la più soprendente)

Keep battling


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