ANIMACULT D’AUTORE #1 | VIRGILIO VILLORESI

- Ottobre 31, 2018

Ho incontrato Virgilio Villoresi per la prima volta a Civita di Bagnoregio, al Festival “La Città Incantata” nel luglio 2016. Quel regista d’animazione di cui avevo letto molto, guardato spot, cortometraggi, videoclip, il dvd “Fantasmagorie”, si materializzava finalmente davanti ai miei occhi nella piazzetta di questo piccolo borgo.
È stato un incontro fugace. Ci siamo seduti su un gradino e mi ha subito mostrato un video che aveva fatto per Emergency: «Sono molto contento di come è uscito. Ho usato una tecnica che non avevo mai usato» asseriva sorridendo, mentre la sensazione di conoscerlo da sempre cresceva in me. Ancora prima che parlasse, un certo magnetismo avvolgeva la sua figura. Una persona di poche parole. Ancora adesso, quando gli ho chiesto di curare una puntata per Animacult, inviandogli un messaggio abbastanza lungo e articolato (volevo essere convincente perché so bene che lui non accetta sempre le cose che gli vengono proposte), mi ha risposto dopo qualche minuto con parole asciutte e dirette: «Ok, va bene. Certo.».

Il suo è un cinema in cui ogni elemento vive in funzione dell’altro e dove l’astratto ha una sua logica narrativa. È un cinema di oggetti che lui guarda con gli occhi di un bambino; una continua sinestesia dove è sempre tangibile il contatto fluidico tra occhio e orecchio – “The Eye and the Ear”, per citare un cortometraggio dei Themerson a lui molto caro.
«Non ho avuto professori ma solo grandi maestri» ha detto più volte e, infatti, la sua biografia e la sigla che ha realizzato per il Pesaro Film Festival nel 2016 parlano chiaro: da Jonas Mekas a Harry Smith, dai pionieri del cinema d’animazione polacco a quelli del cinema sperimentale europeo e americano, il choreocinema di Deren e Schlemmer, e poi Marker, Anger, Cocteau.


Per Animacult d’Autore ha selezionato sei cortometraggi che sono dei “classici” nel panorama dell’animazione internazionale: tre della National Film Board, uno di Svankmajer, un altro del 1919 e “The Hand” di Jiri Trnka.

Averlo scelto per “inaugurare” questa rubrica-matrioska di Animacult è solo un mio modo per dirgli grazie – da spettatrice e appassionata di cinema d’animazione – per la dedizione che mette in tutto quello che fa e per la magnetica onestà creativa delle sue opere.

 

The hand

Jiri Trnka

Repubblica Ceca, 1965 / 18 Min.

 

Every child 

Eugene Fedorenko

Canada, 1980 / 6 Min.

Videohttps://www.nfb.ca/film/every_child/

 

Jabberwocky

Jan Svankmajer

Repubblica Ceca, 1971 / 13 Min. 16 Sec.

 

The tantalizing fly

Max Fleischer

USA, 1919 / 3 Min. 52 Sec.

 

Bead game

Ishu Patel

Canada, 1977 / 5 Min. 38 Sec.

 

Neighbours

Norman McLaren

Canada, 1952 / 8 Min. 07 Sec.

 

 

ANIMACULT è la rubrica settimanale del Magazine di Radio Cult curata da Maria Pia Santillo e dedicata al cinema d’animazione d’autore: una selezione di cortometraggi d’animazione italiani e internazionali per avvicinare lo spettatore a un tipo d’animazione diversa da quella mainstream.
Ogni ultimo mercoledì del mese Animacult diventa d’Autore: una rubrica nella rubrica curata da un regista d’animazione scelto da Maria Pia.


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