Due chiacchiere con Fab Mayday | ROAD TO #UCS18

- luglio 2, 2018

L’Umbria che Spacca si avvicina, gli artisti fremono dalla voglia di esprimersi, noi fremiamo dalla voglia di ascoltarli e per placare l’attesa li intervistiamo un po’.

Io faccio due chiacchiere con Fabio Calzolari alias Fab Mayday, producer e dj resident del Friday I’m in rock all’Urban club di Perugia, insomma una piccola istituzione per gli amanti della movida in the Town.

 

Ciao Fab, intanto perché ti fai chiamare Fab Mayday?

Ciao Lucone, devi sapere che Fab non deriva da Fabio ma da Fabulous, il trombettista dei Blues Brothers, mentre Mayday deriva dal titolo di una compilation, Mods Mayday, appunto di genere mod, che mi ha influenzato all’inizio del mio percorso.

 

Che genere di musica fai?

Prevalentemente indie, rock&roll, elettronica, dance, senza dimenticare le mie radici rock, la musica ’80-’90, ma anche tanto altro… bisogna essere poliedrici.

 

Sono d’accordo, che bella parola poliedrico, indica un atteggiamento propositivo, bravo! E all’Umbria che spacca cosa ci proporrai?

Proporrò un live di musica elettronica, che nasce dall’assemblaggio di 100-150 canzoni di tutti i generi che sto campionando per creare qualcosa di nuovo. Vi farò ascoltare musica inedita e un paio di pezzi che usciranno il prossimo anno.

 

Perché la gente dovrebbe venire all’Umbria che Spacca?

Perché i giardini del Frontone sono una bellissima location che si presta molto bene a un festival musicale, ci sono tanti artisti di livello, Carl Brave e Franco 126 sono tra quelli che apprezzo di più, ad esempio Chapeau di Carl Brave è secondo me uno dei pezzi più riusciti della scena musicale italiana degli ultimi anni.

 

E perché la gente dovrebbe venire a sentire te?

Perché secondo me sarà figo, io ce la metterò tutta per far divertire la gente, l’impegno è tanto, come sempre e più di sempre.

 

Ci salutiamo perché la pausa caffè è finita e Fab deve allestire il dj set per la serata della Mezzanotte Arcobaleno di corso Cavour.

Fab è una persona semplice, crede in quello che fa e i suoi live sono sempre originali e curati, anzi diciamo pure che spaccano, per restare in tema.

Quindi, fossi in voi, venerdì 6 luglio alle 20.30 un salto ai giardini del Frontone per sentire il suo live lo farei.


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