GRAPHICULT #2 | “DIMENTICA IL MIO NOME”

- Ottobre 19, 2018

Stringi la mascella e sbatti le palpebre… non piangere.

Questo è quello che fai non appena finisci di leggere “Dimentica il mio nome”, il quinto fumetto di Zerocalcare, candidato al Premio Strega nel 2015 e pubblicato l’anno prima dalla Bao Publishing.
Rispetto alle altre opere, “Dimentica il tuo nome”, rappresenta un po’ il giro di boa per l’autore, in cui si va oltre un semplice fumetto,vista l’ intensità emotiva data dalla parte autobiografica .Il racconto è diviso in microepisodi per ricostruire la storia di sua nonna, dove passato e presente si intrecciano senza trascurare i riferimenti alla cultura pop anni ’80 e ‘90 che hanno reso famoso Zerocalcare.

La parte iniziale si svolge in ospedale con la nonna, Hoguette, in punto di morte. È un momento intimo che riesce però a coinvolgere fortemente creando un immediato rapporto di empatia e familiarità fra le storie dei personaggi e il lettore. La morte è il tema che l’autore sceglie per ricostruisce una storia fatta di guerre, intrighi e amore.

«Che poi la paura è la più infettiva di tutte le malattie. Basta uno sguardo perché ti si annidi dentro. E poi valla a leva’ cogli antibiotici.»

Quella paura che si annida dentro di noi, che ti paralizza, che ti blocca davanti ad una decisione, paura di provare dolore.

«Il fatto che il dolore ci fa schifo… distorce il viso, lo deforma in una smorfia.»

Zerocalcare è bravo nel parlare di questo dolore associandolo alla propria biografia e raccontando, quindi, del rapporto con i suoi genitori divorziati, del suo continuo fuggire da ogni cosa, di quel senso di protezione che riusciva a trovare solo in “Pisolone” – il materasso di peluche a forma di animale della Giochi Preziosi -, ma anche ad andare oltre, per esempio, quando racconta della sua amata Rebibbia. Vista la situazione, il piccolo Zero, trova un amico nella sua coscienza, l’Armadillo, personaggio ormai storico nelle sue opere e che qui compare per la prima volta. Proprio in questo punto della storia arriva nonna Huguette, che lo educa per un periodo, la cosiddetta “Agogé”, un po’ diversa però da quella in “300” in quanto fatta di lezioni di piano, pittura e uscite allo zoo «ogni maledetto lunedì».
Il bagaglio culturale di nonna Huguette è dovuto dalle sue origini francesi, quando in seguito alla morte di sua madre venne mandata, su ordine della matrigna, in un orfanotrofio assieme alla sorella Suzie (una parte del libro, questa, che abbonda di riferimenti Disney). Hoguette verrà così adottata da una famiglia russa residente a Nizza, la cui “educazione siberiana” sarà molto classica, con tanto di matrimonio combinato.

Come molte produzioni dell’autore anche in questo lo stile grafico appare lo stesso delle altre, forse solo più omogeneo, mantenendo il bianco e nero, con un’unica traccia di colore, l’arancione.

 

In conclusione si può dire che “Dimentica il mio nome” è un romanzo di crescita attraverso la perdita. Un romanzo che insegna a non fuggire dal dolore, evitando così di vivere una vita fatta di inesorabili rimpianti.

«Ma poi quando si fa il passaggio da ragazzo a uomo? Possibile che non mi sono accorto che avevo finito il livello? Sicuro mi sono scordato di salvare.»

 

Zerocalcare:
è lo pseudonimo del fumettista italiano Michele Rech. Il nickname nasce dal refrain di uno spot televisivo anti-calcare. La sua carriera parte dopo le scuole superiori con la realizzazione di un fumetto sul G8 di Genova. Ha collaborato con il quotidiano “Liberazione” e con le riviste “Carta”, “Repubblica XL” e “Internazionale”. Del 2011 è il suo primo libro a fumetti, “La profezia dell’armadillo”, pubblicato prima da Edizioni Graficart e poi da Bao Publishing che continuerà a pubblicare i libri seguenti, come “Un polpo alla gola” (2012), “Ogni maledetto lunedì su due” (2013),”Dodici” (2013), “Dimentica il mio nome” (2014), “L’elenco telefonico degli accolli” (2015), ”Kobane calling” (2016). Il 13 Settembre 2018 esce il suo primo film ispirato al suo fumetto “La profezia dell’Armadillo”.

 

GRAPHICULT è la rubrica settimanale di Giulia Bondi dedicata al mondo del graphic novel.
Nel primo numero abbiamo parlato del romanzo “Papaya Salad“, l’ultimo lavoro della disegnatrice Elisa Macellari, che puoi rileggere qui.


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