GRAPHICULT #3 | FABIEN TOULMÉ, “NON È TE CHE ASPETTAVO”

- Ottobre 26, 2018

Avete mai immaginato come sarà un giorno vostra figlio o vostra figlia? Avete mai preso in considerazione l’ipotesi, vaga ma reale, per la quale potrebbe essere affetto da una qualche disabilità o malattia? Molte persone tendono ad escludere che tutto ciò possa capitare, molto spesso perché assuefatte da quel senso d’invincibilità che ci accompagna durante la crescita, e per il quale le cose “brutte” capiteranno sempre e solo agli altri: siamo i protagonisti e non può succederci nulla.

Così Fabien Toulmé, il protagonista del suo graphic novel autobiografico “Non è te che aspettavo” pensava proprio questo. Da sempre appassionato di viaggi e fumetti, ha vissuto in molte parti del mondo fino a trasferirsi in una periferia di Parigi, con sua moglie Patricia, per accogliere la loro secondogenita, Julia, affetta da Trisomia 21, probabilmente trasmessa dall’infanzia. La più grande paura di Fabien diventa così realtà.

La Translucenza nucale è una fessura che compare tra la cute e la colonna vertebrale di un neonato. Questa misurazione permette di identificare malformazioni e alterazioni cromosomiche. Nello specifico la TRISOMIA 21 (Sindrome di Down).

Fin dall’inizio il lettore accompagna passo per passo i  due futuri genitori passando per le varie visite mediche, la scoperta del sesso del neonato, giungendo alla nascita di Julia.
Mentre guarda sua figlia nell’incubatrice, Fabien, nota immediatamente sul suo viso dei trati differenti  da quelli degli altri bambini. Nonostante i tanti controlli prima della nascita Julia è affetta da sindrome di Down. La cosa che colpisce immediatamente, e già comunicata nel titolo, è il rifiuto del padre espresso senza vergogna, con rabbia, frustrazione, e con la mancanza di sentimenti nei confronti di una figlia che non riconosce come sua.
Iniziano così gli incontri con gli esperti – che l’autore raffigura come Power Rangers – e che porteranno Fabien a rendersi conto di questa creatura, in un’accettazione data non da situazioni, ma dal lento innamorarsi di SUA figlia.

Di questo racconto colpiscono i personaggi. La nascita di una figlia vista da un padre che si ritrova ad aver timore di toccarla. La paura del futuro, ormai immersi in una situazione inaspettata. Dall’altra parte la madre di Julia, donna forte, che conforta il marito, perdendo la fiducia in rare occasioni. Colpisce la descrizione dettagliata e a tratti ironica di cosa, Fabien e Patricia, hanno dovuto affrontare: gli sguardi dei passanti alla bambina e poi ai genitori per capire quale dei due fosse “difettoso”, o di quanto le parole “mongoloide” e “handicappato” possano essere usate come un insulto.

 

Da un punto di vista grafico, è un fumetto pieno di colori pastello, con un tipo di scrittura delicata,in corsivo che ricorda un libro per bambini (forse lo scopo era proprio questo). I capitoli sono colorati della stessa tonalità di vari colori, ed i personaggi sono disegnati in maniera semplice, adattati ai vari contesti

In conclusione si può dire che è un fumetto che, anche se non lo ha come scopo, riesce a sensibilizzare sia sul tema degli handicap che sui bambini che ne sono portatori.

 Non è te che aspettavo… ma sono contento che tu sia arrivata.

Fabien Toulmé:
nasce nel 1980 a Orléans. Da sempre appassionato di fumetti, decide di laurearsi in Ingegneria Civile e Urbanistica. Nel 2001 si sposta sotto i tropici, e nel 2009 ormai stanco dell’acqua limpida torna in Francia ad Aix-en-Provence. Da qui comincia a pubblicare su diverse riviste (“Lanfeust Mag”, “Psikopat”, “Spirou” e altre) e serie antologiche come “Alimentation générale”(Vide Cocagne), “Vivre dessous” (Manolosanctis) “Les Autres Gens” (Dupuis). “Non è te che aspettavo “ è il suo primo graphic novel pubblicato nel 2018 dalla BaoPublishing.


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