GRAPHICULT #5 | “L’ETÀ DELL’ORO”

- novembre 10, 2018

C’era una volta la principessa Tilda, ascesa al trono dopo la morte del padre suicida. Dai rossi capelli e dal blu abito ha dalla sua parte il consigliere Tankred ed il suo fedele attendente Basil. Il suo trono verrà usurpato da un fratello poco amato che dalla madre fu soggiogato. La principessa fu esiliata, e dopo un inseguimento, da una Comune di donne fu salvata. Una donna un po’ strana, che resta sempre segragata. Questa conosce un segreto, di un tempo lontano ormai non più esistito, uomini liberi e senza confini, che vivevano secondo le proprie regole. Uniti nella disgrazia e nella felicità. La famosa Età dell’Oro. Questa pulce ormai insidiata, nella mente di Bertil trova casa:

La natura a tutti ha dato medesima forma e tutti riscalda del medesimo calore.
Noi seguiamo con la ragione lo stesso principio per accordare il medesimo vantaggio ai nostri simili…che sono i nostri fratelli.
Nessuno saprebbe perseguire la felicità a detrimento del prossimo suo.
Privarsi di qualche piacere per offrilo al Regno è di nobile cuore ed espressione di saggezza.
Così natura e ragione si equilibrano e ci invitano all’aiuto reciproco.
Per il bene generale, e per comun consenso Noi ci condividiamo il Banchetto della Vita.

La piccola Tilda è ormai tormentata, perché a qualcosa di più grande si sente destinata, queste donne l’han cambiata…

A: LA VITA QUI E’ SEMPLICE, AL RIPARO DAL FURORE DEL MONDO.

TILDA: NON SO SE ME NE DEVO DIFENDERE O SONO TENUTA AD AFFRONTARLO

La sua ricerca disperata ad un tesoro l’ha portata!
Per adesso di più non sappiamo, perché solo il primo volume è stato pubblicato.

Oltre a sentirmi come il Cantagallo di Robin Hood, questo è uno stralcio della prima delle due parti de “L’Età dell’Oro” di Cyril Pedrosa e Roxanne Moreil. Il caleidoscopico graphic novel si presenta come l’erede moderno di un romanzo medievale. La trama appare inizialmente banale: una principessa da salvare e due cavalieri che accorrono in suo soccorso. Ma sono appunto le sfaccettature dei personaggi a muovere il racconto: Tilda è una simil Giovanna D’Arco, all’inizio principessa insicura di poter mandare avanti un regno ormai in disgrazia, che si trova ad affrontare ostacoli, ad uccidere per riprendersi ciò che gli è destinato. Bertil è nelle prime pagine l’interprete dell’amore cortese verso la sua principessa, ma si rivela un uomo progressista e moderno che non rinuncia a far valere il proprio pensiero. Altra cosa inusuale per quel tempo è la figura della Comune femminile. Il tutto si svolge in un clima di disparità sociale, con un popolo che vuole rivendicare qualcosa per sé. L’intera narrazione si svolge in un contesto dai colori onirici, i cui tratti dei personaggi, cosi spigolosi non possono che farmi pensare a “La Bella Addormentata” di Walt Disney. Una peculiarità de “L’Età dell’Oro”, è che anziché disegnare più immagini per un soggetto in movimento, il personaggio è posto su una stessa tavola così da dare un senso di dinamicità.

Cyril Pedrosa:
nata nel 1972 inizia la sua carriera nell’animazione lavorando con la Disney per i lungometraggi Il gobbo di Notre Dame e Hercules. Intanto produce numerose serie a fumetti, tra cui Ring Circus e Shaolin Moussaka, entrambi su testi di Chauvel, fino ad arrivare alla maturità artistica e narrativa con Tre Ombre, che nel 2008 è tra gli essenziali del Festival di Angoulême.  Nel 2011 la consacrazione con Portugal, e nel 2014 a Casa editrice milanese Bao Publishing pubblica Quaderno di Portugal, diario di viaggio in cui l’autore ripercorre visivamente i luoghi dell’acclamato graphic novel. Sempre nel 2014, è la volta di Cuori solitari. Nel 2015 viene pubblicato Gli Equinozi che si aggiudica nel 2016 il Premio Gran Guinici come “Miglior Graphic Novel”.

Roxanne Moreil si divide tra il mestiere di libraia e un’innumerevole quantità di progetti legati al fumetto. Parte attiva della “Maison Fumetti”, ha partecipato alla creazione del festival Fumetti e della mostra femminista “Un fumetto quando voglio se voglio”. L’età dell’oro è la sua prima sceneggiatura, scritta a quattro mani insieme a Cyril Pedrosa. I due, nel 2015, hanno fondato l’associazione La Vie Moderne.

 

 


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