GRAPHICULT #15 | “The Infinite Wait” di Julia Wertz

- Marzo 22, 2019

Sono i libri a sceglierci in base al momento che si sta vivendo, anche se a volte il titolo ti inganna.

«L’idea che qualcuno peschi questo libro dallo scaffale, aspettandosi la nuova opera dell’élite letteraria di New York e si trovi invece un libro di battute e parolacce mi diverte profondamente.»

È proprio il caso si “The Infinite Wait” scritto da Julia Wertz, pubblicato negli Stati Uniti nel 2012 e portato in Italia da Eris Edizioni nel 2018.

Un viaggio nell’intimo della scrittrice, con una buona dose di autoironia, senza censure. Il suo modo di vivere e di guardare la vita rispecchia la società in cui ci troviamo: giovani che vivono in un purgatorio di lavori part time, cercando una stabilità utopica, e che ogni giorno combattono tra la voglia di raggiungere l’impiego dei propri sogni e l’adeguarsi al presente.

Julia Wertz è stata una di noi, passato perché ha trovato quello che voleva.

«Credo di essere a una svolta nel mio lavoro. Non ci sono ancora, ma mi sto avvicinando. Questo libro è parte della mia transizione. Non sono più interessata alla banale roba quotidiana, in generale voglio fare delle storie molto personali in cui le persone possano rispecchiarsi.»

L’opera è stata voluta fortemente dall’autrice che ci parla della sua infanzia e del rapporto con i suoi genitori divorziati: una madre che diventerà sempre di più consigliera di vita; un padre che è l’immagine del decadimento del sogno americano; ma anche suo fratello, le prime esperienze di vita, i lavori merdosi, gli appartamenti cadenti, gli alti, i bassi, le storie d’amore, e l’alcol.

Dopo una descrizione così, viene voglia di andare a “googleare” Julia Wartz, e inserendo il suo nome scoprirete una persona all’apparenza tenerissima, ma non appena leggerete le prime pagine di “The Infinite Wait” vi sembrerà di parlare con Horatio McCallister (il capitano di marina dei Simpson).

Quandso Julia scopre di essere affetta da lupus si avvicina al mondo dei fumetti, di cui si innamora e vorrebbe entrare a far parte. Da sempre l’autrice ci dice che i libri sono stati quel mezzo per uscire dalla quotidianità, per scoprire, viaggiare e conoscere.

«Tutti questi libri, in quasi tutti gli aspetti della mia vita, mi hanno aiutato a capire il mondo intorno a me, che per una bambina (e per un bambino) è un luogo strano e curioso.»

Amerete o odierete la Wertz: non fa sconti al mondo, alle persone, ma neanche a se stessa. Il suo è un raccontarsi poco filtrato e così spontaneo da renderla subito vicina ai lettori. Si ride, ci si riconosce, anche se il racconto non è solo questo, perché piano piano si rivelano le debolezze della malattia, la diagnosi, fino all’accettazione.

 

Julia Wertz:
è nata a San Francisco nel 1982. È l’autrice di The Fart Party vol. 1 & 2 (che è poi stato unito e allargato nell’opera Museum of Mistakes: The Fart Party Collection), Drinking at the Movies  candidato nel 2011 per l’Eisner Award The infinite Wait and Other Stories e Tenements, Towers & Trash: An Unconventional Illustrated History of New York City. Il suo lavoro è apparso su riviste come «NY Magazine» e il «New Yorker», e le sue fotografie di posti abbandonati sono state pubblicate su diverse testate giornalistiche. I suoi lavori e i suoi fumetti possono essere seguiti su juliawertz.com, e la sua ricerca fotografica urbana può essere esplorata su adventurebibleschool.com. Drinking at the Movies, Un anno a New York è il suo primo graphic novel a essere stato pubblicato in Italia. Attualmente vive a Brooklyn, New York.

Graphicult è la rubrica del Magazine di Radio Cult dedicata al mondo del graphic novel, curata con passione da Giulia Bondi. Leggi gli ultimi numeri.


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