EUGENIO IN VIA DI GOIA: ALTROVE / IL TUO AMICO IL TUO NEMICO TU

- ottobre 12, 2018

“È Altrove, ma è qui”

Con uno slogan e due nuove canzoni sono tornati lo scorso 28 settembre gli Eugenio in via di gioia. Chi meglio di loro poteva inaugurare la nostra nuova rubrica Testualmente?

Ci occuperemo di proporvi (brevi) spiegoni di canzoni o di novità musicali che ci garbano, per dirla meglio vi offriremo qualche interpretazione suggestiva per i vostri ascolti notturni.

La giovane e promettente band torinese ha appena calato il sipario sul lungo tour di Tutti su per terra, ma non attende a lanciare un nuovo progetto. Un 45 giri, per ora solo in digital download, costituito da un lato A e un lato B, costituiti semplicemente da due brani, tenuti insieme da uno stesso filo.

Gli Eugenio ormai hanno dato prova di una penna sagace, capace di esprimere con nitidezza riflessioni sul mondo e sul presente, sulla società e sul futuro. La loro cifra sembra essere un alto tasso di pessimismo e distopia, la loro arma esasperare la realtà per mostrare meglio le contraddizioni che viviamo. Dal rapporto uomo-natura ai disastri ambientali, dal conformismo al bullismo, queste sono solo alcune delle tematiche che scorrono nelle loro canzoni, le quali, nonostante il peso degli argomenti, sono stemperate da toni ironici, paradossali o fiabeschi e da uno stile che oscilla tra il cantautorato pop e il folk. Insomma, tante carne al fuoco accessibile a tutti.

In questo nuovo e conciso progetto non si smentiscono, tuttavia ora sembrano non guardare più a ciò che sta attorno; invertono la rotta verso un nuovo universo, quello che è dentro di noi. Provano questa impresa con due brani musicalmente molto diversi: il primo (singolo per le radio) è immediato e ha tutte le caratteristiche del tormentone indie, il secondo è ricercato e raffinato, intimo e meno strutturato.

Avvertenza: se parliamo degli Eugenio, non si può evitare di incorrere in “pipponi” filosofici.

Lato A – Altrove

«La nostalgia del passato e la voglia di conoscere in profondità se stessi»

Nessun fronzolo o cappello introduttivo per presentare il gigante che devi affrontare ogni giorno: te stesso. Ciò che stai ascoltando si riferisce proprio a te, ti parla direttamente.Tu sei composto da un elenco di imperativi, idee o luoghi comuni che ti imponi o ti hanno imposto – poco importa – ma che inevitabilmente diventano sfondo e motivazione delle tue azioni, della tua vita. …Devi autocompiacerti, stimarti, evolverti, essere contento, fare affidamento su te stesso perché gli altri sono un pericolo… senza sforzarti troppo, puoi renderti conto che simili ritornelli affollano la tua mente e il tuo cuore e ti bloccano, diventando un fardello sempre più ingombrante. “Povero me” è ciò che inevitabilmente arriverai a pensare. Forse, però, ciò che sei non è definito da ciò che pensi, forse se cerchi bene puoi ambire a conoscere chi sei. Ciò che pensi è solo una mezza verità. Cerca altrove. Guarda dentro di te.

Lato BIl tuo amico Il tuo nemico Tu

«Un racconto introspettivo diametralmente opposto ad Altrove e allo stesso tempo molto vicino»

Ora siamo catapultati su un altro pianeta, in tutti i sensi. Scenario onirico, un deserto che non è tale, non è né caldo né freddo, il cielo arancio si confonde con la terra. C’è un uomo, tu, solo. Fine del mondo o inizio di tutto? Non sai niente, non conosci nessuno, ma sai che esistono gli amici e i nemici. All’orizzonte appare una possibilità, un’ombra, forse un’altra persona. Un amico. Provi a comunicare con lui, ma per ogni azione che compi ne subisci un’altra. Qualcuno ti segue, il nemico è alle tue spalle. Inizia il gioco di specchi, non capisci, fuggi ma ti rincorri, cerchi l’altro e trovi solo te stesso. Rimani solo, ora capisci. “Un’idea che matura nel silenzio”, questo verso isolato che spezza in due il racconto, né è la soluzione.

Conosci te stesso, il motto dell’oracolo greco che sembra ispirare queste riflessioni, sembra quanto mai irrealizzabile. Come superare quell’ostacolo che è rappresentato da te stesso? Come puoi raggiungerti? Qui, non ti viene fornita nessuna soluzione, nessuno spiraglio sembra prospettarsi di fronte a te. A meno che non si ritorni al punto da dove sei partito, ovvero da Altrove.

Forse, se provi a perdere te stesso per aprirti verso l’Altro(ve), senza la pretesa di ridurlo ai tuoi paradigmi e alle tue mezze verità, forse ti ritroverai, non più solo.

 

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