GRAPHICULT #9 | “Macerie Prime” di Zerocalcare

- dicembre 8, 2018

Nel Novembre del 2017, è uscito Macerie Prime” di Zerocalcare, fumetto che ha avuto un discreto successo riportando uno spaccato di vita sempre sui toni romaneschi ma con il fattore nostalgia che viene momentaneamente trascurato lasciando spazio all’autore di concentrarsi maggiormente sulla realtà e sull’evoluzione della sua cerchia di amici.

Questo volume è un opera corale, dove i vari tasselli andranno piano piano a comporre un quadro più grande. Tutto comincia con Zerocalcare alle prese con il successo, difficile da gestire per una persona che non riesce a dire no a tutte le varie proposte senza trascurare i tre paletti:

NO Nazi

NO guardie

NO roba elettorale.

In tutto questo deve riuscire a mettersi d’accordo con la sua coscienza Armadillo (grande assente in questo volume), e con “Il Tribunale della Santa Inquisizione degli affari interni alla tua coscienza”. Cresce la fama, crescono le responsabilità, che portano Zerocalcare ad un crollo psicologico e a scontrarsi con i suoi amici, che non corrisponderanno a persone reali ma chiunque leggendoli potrà vedere una parte di sé: dall’amico playboy, Cinghiale, sposato ed in attesa del suo primo figlio; alla coppia storica, Katja e Deprecabile in attesa di quella svolta che non appare all’orizzonte; Sarah con un lavoro che non la valorizza di cui si deve accontentare in attesa di realizzare ciò che veramente desidera (diventare insegnante); Secco che ha sempre a che fare con la giustizia ma ormai deve fare le cose per bene perché è diventato insegnante, e per finire Giulia Cometti la new entry del gruppo.

La cerchia, è lo specchio perfetto della precarietà ormai diffusa tra i trentenni , cresciuti in anni di benessere, che pensavano di avere valori ben saldi a proteggerli ma che sono stati traditi alla prima difficoltà. Lo spiraglio di uscita è la partecipazione ad un progetto che sarà il pomo della discordia.

Da questo momento, si susseguiranno le vicende fino a quando, sei mesi dopo…

Zerocalcare è rimasto solo con un Panda come nuova coscienza che non rispecchia minimamente l’aspetto dolce e affettuoso dell’animale, anzi, vuole un nuovo Calcare senza sensi di colpa, e che non dica sempre di sì a tutti.

Macerie Prime sei mesi dopo” uscito nel maggio 2018, parla di quel cambiamento che tutti prima o poi dobbiamo affrontare: crescere.

Come dice lo stesso Cinghiale: “diventare genitori per smettere di essere figli”.

Ed è in occasione della presentazione della figlia di Cinghiale che tutti si ritrovano, anche se le cose non sono tornate alla normalità. Lo “stare bene” è un concetto ancora non ben definito. Dopo la “reunion” i personaggi vengono seguiti nel quotidiano: Deprecabile intrappolato nel suo stile di vita scandito ogni otto ore; Secco vittima del suo nichilismo che non gli fa apprezzare nemmeno di avere un lavoro e che spiega in questo modo:

 

“tipo quando eravate piccoli e voi eravate pieni di speranze. Voi vivevate sempre con la paura di deludere qualcuno. Io non c’ho mai avuto nessuno da deludere. Quella luce negli occhi quando pensavate al domani… ecco i ragazzini miei quella luce non sanno manco che è.
Per questo mi trovo bene con loro: NATIVI DELLE MACERIE.”

In questa frase c’è il concetto base dei giovani di oggi, nati a braccetto con la parola “Crisi” e che per questo hanno sviluppato una corazza più dura, non come i trentenni che invece sono nati con il sorriso ma che si sono poi imbruttiti, come è successo a Sarah, invidiosa del lavoro di Secco, tanto da desiderare gli accada qualcosa di brutto pur di lenire la sua frustrazione.

Nel mentre prosegue la narrazione anche in quella realtà post-apocalittica, dove i mostri continuano a prendersi pezzi di Calcare e i suoi amici, metafora di un’umanità che viene derubata di qualcosa nel momento in cui si trova davanti ad una scelta. Il bambino e l’anziano, che racconteranno ciò che accade in questo universo, riveleranno la loro identità soltanto alla fine.

Durante la narrazione c’è la domanda costante su dove sia finita Giulia Cometti, che nonostante abbia avuto un ruolo marginale si rivelerà fondamentale.

Un altro concetto che si riprende nel secondo volume, è quello dell’amicizia, da sempre decantato dai cartoni animati degli anni ‘80, perché alla fine nessuno va avanti da solo, badare soltanto a noi stessi alla fine non ci fa sentire meglio. Si ha bisogno di persone al proprio fianco per superare i momenti difficili della vita.

Il finale è agrodolce: bisogna ricordarsi di tenere sempre insieme i pezzi, e di farlo nel miglior modo possibile.

 

Zerocalcare:
è lo pseudonimo del fumettista italiano Michele Rech. Il nickname nasce dal refrain di uno spot televisivo anti-calcare. La sua carriera parte dopo le scuole superiori con la realizzazione di un fumetto sul G8 di Genova. Ha collaborato con il quotidiano «Liberazione» e con le riviste «Carta», «Repubblica XL» e «Internazionale». Del 2011 è il suo primo libro a fumetti, La profezia dell’armadillo, pubblicato prima da Edizioni Graficart e poi da Bao Publishing che continuerà a pubblicare i libri seguenti, come Un polpo alla gola(2012), Ogni maledetto lunedì su due(2013),Dodici(2013),Dimentica il mio nome(2014),L’elenco telefonico degli accolli (2015),Kobane calling(2016).Il 13 Settembre 2018 esce il suo primo film ispirato al suo fumetto “La profezia dell’Armadillo”. Il 22 Novembre 2018 è uscito “Scavare fossati nutrire coccodrilli” Il catalogo della mostra (Maxxi, 10 novembre – 10 marzo) quasi vent’anni di attività tra locandine, disegni e copertine di Zerocalcare.

 


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